Meningite, ricoverato il marito della 48enne di Predore morta

Il compagno di Marzia Colosio è all'ospedale di Bergamo, ma non grave. Era stato sottoposto alla profilassi.

(red.) Nelle ore precedenti a martedì 14 gennaio si è registrato un nuovo caso di meningite sul Sebino. E non è individuo scollegato agli episodi che si sono verificati, visto che la persona in questione è il marito di Marzia Colosio, la 48enne bergamasca di Predore che è deceduta ai primi giorni di gennaio all’ospedale Civile di Brescia proprio a causa dell’infezione da batterio. Attualmente l’uomo – Romano Ghirardelli – si trova ricoverato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo per un caso di accertata infezione da meningococco di tipo C, ma non sarebbe in gravi condizioni. Questo è quanto riporta l’Eco di Bergamo.

Su questo ennesimo episodio ieri, lunedì 13 gennaio, è intervenuto l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera sottolineando che l’uomo era stato sottoposto alla profilassi proprio per la moglie che aveva contratto il batterio. Ma lo stesso trattamento per il marito non avrebbe funzionato totalmente a causa delle sue condizioni di salute. E la profilassi ha interessato anche altre persone che sono state in contatto con la donna che ha perso la vita. Intanto stanno arrivando i risultati sui primi quattro casi di meningite venuti a galla e lo stesso assessore ha rimarcato che si tratta del meningococco di tipo C e con lo stesso genotipo.

“Questo conferma la scelta di procedere all’offerta vaccinale estesa alla popolazione della zona. Un’offerta che prosegue anche nei prossimi giorni negli ambulatori straordinari – ha aggiunto l’assessore – nelle scuole e attraverso i medici di base del territorio”. Il vaccino è gratuito per i soggetti dagli 11 ai 60 anni che abitano o lavorano sul Sebino.

A Paratico e Capriolo la vaccinazione si è conclusa venerdì 10 gennaio, mentre a Iseo si può ancora fare all’ambulatorio di via Giardini Garibaldi dalle 9 alle 16 fino a venerdì 17. Sono oltre 8.800 i bresciani che hanno deciso di vaccinarsi nei tre ambulatori e un altro migliaio che si è rivolto ai medici di base e pediatri. Nel frattempo, ieri, lunedì, è iniziato lo stesso trattamento anche nelle scuole bresciane concentrate nell’area vicina alla zona di rischio.

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