Legionella, colpa del Chiese. Ue: scarsi controlli

In una relazione la commissione va contro l'Italia per gli interventi superficiali e tardivi. Alberti (M5S): "Pietra tombale sui previsti depuratori".

(red.) Sarebbe l’ecosistema legato al fiume Chiese la causa della vasta epidemia di legionella che la scorsa estate ha colpito varie zone della bassa bresciana e anche della provincia di Mantova. Questo è quanto emerge dai primi elementi di cui dà notizia Bresciaoggi a proposito di alcuni test sanitari. In pratica, sfruttando la portata ridotta del corso d’acqua a causa della siccità, ma anche del prelievo a fini idroelettrici e per irrigare i campi, il batterio avrebbe trovato terreno fertile dove formarsi. E questa situazione è stata esaminata anche a livello europeo all’interno di una relazione che attribuisce anche delle responsabilità. Si parla di condizioni atmosferiche anomale, ma anche di mancati controlli, un degrado ambientale e soprattutto lentezza nel contrasto all’epidemia.

Si legge anche di interventi non effettuati nella rete di protezione e del fatto che si tratta di un fenomeno autoctono sviluppato in “casa”, a livello regionale. Come fare per combatterla? Dall’Europa sono chiari e cioé deve essere lo Stato italiano attraverso le sue autorità sanitarie. Nel caso, l’intero vecchio Continente può muoversi solo se il problema rischiasse di diventare una minaccia non solo italiana. E il fatto che il Chiese sia la prima causa dell’epidemia ha mosso il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Ferdinando Alberti in un intervento.

La critica riguarda il fatto che sia stato deciso quasi definitivamente che i depuratori della parte bresciana del lago di Garda debbano scaricare i reflui ripuliti nel fiume della Bassa. “Deve essere risanato e tutelato. Il fiume è nella morsa di scarichi abusivi industriali e civili e viene saccheggiato dalle derivazioni idroelettriche e dai prelievi per l’irrigazione dei campi. Questa deve essere una pietra tombale sui progetti dei depuratori di Montichiari e Gavardo. Gravare il fiume di scarichi fognari significa innalzare i rischi di emergenze ambientali e sanitarie”.

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