Stamina, nuova ordinanza per Noemi

Il tribunale dell’Aquila impone al Civile di praticare le infusioni sulla bimba. Erica Molino, la biologa di Stamina, nominata capo dell'equipe.

(red.) Piovono ordinanze ‘fotocopià sugli Spedali Civili di Brescia. L’ultima decisione è dei giudici del tribunale dell’Aquila che impongono alla struttura lombarda di praticare le infusioni Stamina su Noemi, una delle bimbe simbolo della battaglia dei genitori per accedere al trattamento.
La piccola è affetta da Sma1 e la famiglia ha lanciato diversi appelli affinché venissero rispettati i provvedimenti che impongono il metodo proposto da Davide Vannoni. Ora dall’Aquila arriva una nuova ordinanza in suo favore, strutturata in maniera molto simile a quelle delle settimane scorse, che incaricano persone specifiche per garantire la somministrazione dei trattamenti a Brescia in sostituzione dei vertici e del personale dei Civili. La novità è che i giudici questa volta chiamano in causa in un ruolo inedito Erica Molino, la biologa di Stamina Foundation, nominandola «sin da ora ma con efficacia a decorrere dal 25 luglio come capo dell’équipe incaricata di condurre il trattamento».
Il provvedimento autorizza Molino (che è fra gli indagati dalla procura di Torino nell’ambito dell’inchiesta su Stamina) a nominare i membri dell’équipe «ritenuti più idonei», a dettare «le tempistiche» e le «modalità di esecuzione del trattamento» e a «usare strutture e apparecchiature della parte resistente (i Civili, Ndr)» secondo modalità da concordare e comunque «in misura non inferiore a 4 ore al mese». I giudici ordinano anche all’ospedale bresciano «di non ostacolare l’attività dell’equipe così formata». Il binario seguito è dunque quello aperto dal tribunale di Pesaro con la decisione di nominare, in qualità di ausiliario del giudice, Marino Andolina, il medico triestino vicepresidente di Stamina Foundation. In quel caso l’infusione su Federico Mezzina, bimbo di Fano affetto da morbo di Krabbe, è andata in porto il 7 giugno. E secondo quanto spiegato dallo stesso Andolina ne sarebbe necessaria un’altra a distanza di 45 giorni.
Dunque, a fine mese, la famiglia dovrebbe tornare a bussare alle porte del Civile. Per l’ospedale sarà un luglio affollato di scadenze: il 16 il presidente dell’Ordine dei medici di Trapani, Giuseppe Morfino, nominato ausiliario del giudice nell’ambito di un’ordinanza che impone le cure su un bambino siciliano, accetterà l’incarico e si presenterà a Brescia per valutare come muoversi nella formazione dell’equipe per l’infusione, il 25 sarà la volta della Molino per Noemi, il 30 è la data indicata dal provvedimento emesso dal tribunale di Venezia a favore della piccola Celeste Maria Carrer. E poi ci sono le due ordinanze da Catania, per le quali i Civili avevano pubblicato un avviso sul portale della struttura per cercare medici disponibili a praticare le infusioni (andato deserto). Ora l’ospedale dovrà comunicare al tribunale che non è arrivata alcuna risposta e attendere sviluppi.
Intanto, l’Associazione malati rarai ha chiesto al Governo italiano che le «istituzioni si facciano garanti di un’informazione trasparente sulle terapie» per far sì che non si verifichino più «casi Stamina».

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