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Stamina, si aggravano le condizioni di Sofia

E' ricoverata a Firenze. La rabbia del papà: "Si è abbandonato ciò che di buono questa storia può lasciare per il futuro".

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(red.) Mentre sul caso Stamina è ancora tutto fermo, si aggravano le condizioni di Sofia, la bambina di quattro anni diventata il “simbolo” della sperimentazione medica basata sulle infusioni di cellule staminali.
La piccola, che a Brescia ha fatto un ciclo di infusioni, da mesi non è più sottoposta al trattamento col metodo Stamina. Nei primi giorni di luglio è stata ricoverata al pediatrico Meyer di Firenze. Non è la prima volta, ma, come ha spiegato a TMNews il padre, Guido Ponta de Barros, «a dicembre si era trattato di una bronchite, questa volta siamo tornati all’ospedale per gli effetti della sua patologia, la leucodistrofia metacromatica».
Secondo i genitori e la pediatra che la seguiva,  le infusioni avevano migliorato la qualità della vita di Sofia. Ora, il peggioramento, secondo mamma e papà della piccola, è proprio 
la conseguenza della interruzione delle infusioni: «L’ultima doveva essere effettuata il 17 febbraio, siamo fermi alla sesta, quella dello scorso 17 dicembre. Ed è la prima volta che la piccola viene ricoverata per gli effetti della patologia», ha spiegato De Barros.
I medici del Meyer, da parte loro, avrebbero spiegato che è
 tutto legato alla malattia. E’ stata quindi duplicata la dose di psicofarmaci, ma Sofia, come racconta il papà, appare così sempre più vicina ad uno stato vegetale.Quanto al metodo Stamina, De Barros ha spiegato: «L’opinione pubblica è stata plagiata da un’informazione che ha voluto dire tutto il male di queste terapie allacciando l’aspetto scientifico a quello amministrativo, politico, di cronaca giudiziaria e quindi tralasciando ciò che di buono questa storia può lasciare per il futuro. Quello di Stamina è un caso virtuoso ma che ha le sue ombre. Per dei peccati veniali si è messo tutto al rogo, come i libri durante la rivoluzione culturale in Cina».

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