Pcb e diossine: sotto la lente latte, uova e pesci

Avviato un monitoraggio, disposto dal ministero della Salute, su 298 allevamenti zootecnici del Bresciano e sulle acque di fiumi e laghi alla ricerca di inquinanti.

(red.) Qual è il livello il diossine e Pcb contenuti negli ortaggi, nelle uova e nel latte prodotti dalle aziende che sorgono nell’area della Caffaro di Brescia, l’orami “celebre” Sin, sito di interesse nazionale, al centro di un difficile nodo ambientale?
E’ quello che, come riporta il Corriere della Sera, cercheranno di appurare le indagini svolte dall’Istituto Zooprofilattico di Lombardia ed Emilia Romagna, che ha sede in città, che lavora su disposizione del ministero della Salute. In sostanza, si vuole conoscere quali alimenti possano costituire un pericolo per la salute dei cittadini e dei consumatori.
Si tratta di interrogativi non remoti, dato che in 16 stalle della provincia venne rimostrata la presenza di Pcb nel latte e in cinque pollai, invece, quella di diossine. Senza contare, naturalmente, il “caso” anguille del Garda, recentemente tornato alla ribalta per il prolungamento del divieto di pesca e di consumo.
Le disposizioni ministeriali (che risalgono alla fine del 2012) prevedono che vengano mappati tutti e 48 i Siti di interesse nazionale: si tratta di sette Sin lombardi (Brescia Caffaro, Sesto San Giovanni, Pioltello-Rodano, Cerro al Lambro, Milano-Bovisa, Broni, laghi di Mantova, Polo Chimico) per l’indagine dei quali lo zooprofilattico ha ottenuto uno stanziamento di 297mila euro cui si aggiungono 300mila euro tratti dai propri fondi.
Cosa si cerca? Nel latte e nelle uova la eventuale presenza di diossine, pcb, idrocarburi policiclici aromatici, fenoli e metalli pesanti.
All’Asl di Brescia il compito di effettuare prelievi e di raccolta dati. Trenta i campioni prelevati in 298 allevamenti zootecnici del Bresciano (Brescia, Roncadelle, Castel Mella, Capriano del Colle, san Zeno naviglio, Borgosatollo), compresi entro i dieci chilometri dalla Caffaro.
Anche le specie ittiche verranno passate sotto la lente per capire, se e in che misura, nei 132 campioni che verranno prelevati, siano presenti gli inquinanti.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.