Staminali, sì alla cura, ma non al Civile

Dal ministro Balduzzi l'ok alla terapia per Sofia, 3 anni, ma non a Brescia. Stessa decisione è stata presa, per un uomo di 39 anni, dal tribunale di Torino.

(red.) Sì alle cure con le cellule staminali, ma non a Brescia.
Lo ha detto il ministro della salute, Renato Balduzzi, a proposito del caso di Sofia, una bambina di tre anni affetta da una malattia degenerativa, al termine di un incontro con i genitori della bambina, i dirigenti del ministero e alcuni esperti. La piccola potrà continuare le cure con il metodo Stamina in un laboratorio autorizzato dall’Aifa, ma non al Civile di Brescia, dove aveva ricevuto la prima infusione a novembre 2012. Intanto, il giudice del tribunale del Lavoro di Torino ha autorizzato l’applicazione di “cure compassionevoli” usando le cellule staminali con il metodo della Stamina Foundation, per un uomo di 39 anni affetto dalla sindrome di Niemann Pick, grave malattia genetica degenerativa.
Il padre dell’uomo aveva chiesto l’intervento del Tribunale e il 12 febbraio scorso aveva portato il figlio al palazzo di giustizia di Torino in ambulanza perchè voleva che il giudice si rendesse conto della situazione. La  decisione del giudice Mauro Mollo è arrivata nel pomeriggio di giovedì 7 marzo. L’uomo può essere curato con il metodo Stamina ma non a Brescia.  E’ intanto in corso l’udienza del ricorso contro la decisione di un altro giudice per l’autorizzaione delle cure compassionevoli all’altra figlia 35enne dell’uomo, anche lei affetta dalla sindrome di Niemann Pick.

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