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Sani stili di vita, l’UniBs capofila in Europa

Si intitola "Il ritratto della salute'', il progetto dell'Università di Brescia per promuovere in concreto comportamenti salutari tra studenti, docenti e personale.

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(red.) Incentivare alimentazione corretta ed esercizio fisico nelle aule e dentro gli uffici. Per la prima volta in Europa, gli stili di vita sani diventano di casa alla Statale. Questi gli obiettivi di ”Università di Brescia – Il ritratto della salute”, l’ambizioso progetto ideato dall’UniBs per promuovere in concreto comportamenti salutari tra studenti, docenti e personale. Con la fondamentale collaborazione del Centro Universitario Sportivo (CUS) locale, fino a marzo 2013 la vita accademica sarà caratterizzata da una serie di eventi ed attività che rappresentano la struttura portante del progetto.
”Kit della salute, opuscoli, passeggiate in città, corsi di cucina, applicazioni per smartphone e tantissime altre iniziative”, ha spiegato Sergio Pecorelli, Rettore dell’Università di Brescia. “Consegniamo nelle mani delle persone elementi tangibili per provare a cambiare, non ci limitiamo solo ai discorsi. In Italia vivono circa 6 milioni di obesi, quasi 900.000 in Lombardia. Vogliamo invertire la tendenza che vede i nostri concittadini scalare le classifiche mondiali di sedentarietà e sovrappeso. La Statale deve essere un luogo per educare in maniera adeguata anche il corpo, non solo la mente. Proponiamo quindi attività concrete e misurabili, aperte a tutta la popolazione accademica, per mostrare che è possibile coniugare studio, lavoro e movimento in maniera semplice e divertente. La sedentarietà provoca 600.000 decessi l’anno in Europa e rappresenta una delle dieci cause principali di mortalità e disabilità nel mondo. Diabete, cardiopatie, ipertensione, cancro e osteoporosi colpiscono in massa gli italiani e sono legate proprio a stili di vita sbagliati”.
“Prevenire tutto questo”, ha aggiunto Pecorleli, “significa alleggerire notevolmente anche gli enormi costi sanitari delle malattie. Ci rivolgiamo per adesso alla comunità locale, ma il nostro obiettivo è rendere il tutto esportabile poi ad altre Università italiane”.
Il progetto dispone di un vero e proprio ”braccio armato”, che ha nell’attività fisica la sua ragione di vita: il Centro Universitario Sportivo (CUS) di Brescia. ”Dal 1983 lavoriamo a fianco dell’Ateneo per promuovere l’attività fisica in città”, ha commentato Artemio Carra, Presidente del CUS locale e Vicepresidente a livello nazionale. “Siamo la naturale spalla dell’iniziativa, perché l’esercizio rappresenta una delle due colonne portanti di questo sistema ”salute’. I nostri istruttori aiuteranno i cittadini a capire quanto sia importante rimanere attivi, a qualsiasi età, dosando l’esercizio con il proprio stato di forma”. Perchè non è necessario esagerare per rimanere sani e attivi. ”Io ho bisogno di ritmi sostenuti per essere sempre al top”, ha spiegato Andrea Pirlo, calciatore della Juventus e testimonial del progetto. “Ma gli sportivi di professione rappresentano la netta minoranza. Il resto delle persone può ottenere grandi benefici con meno sforzo: l’importante è la costanza”.

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