Quantcast

Sanità, la riforma non piace alle Regioni

Il decreto Balduzzi ha ricevuto il via libera dal Consiglio dei Ministri ma sulle cure h24 dei medici di famiglia, la cui attuazione spetta alle Regioni, arrivano i primi 'no'.

Più informazioni su

(red.) Il decreto Balduzzi ha ricevuto il via libera dal Consiglio dei ministri, ed è stato ”tracciato il binario”, come ha detto il Ministro della Salute. Ma ora sorgono i dubbi, in particolare sull’applicazione di norme come quella sulle cure h24 dei medici di famiglia, la cui attuazione spetta alle Regioni, da cui arrivano i primi ‘no’. ”Alcuni temi sono autoapplicativi, altri richiedono altre discussioni”, ha spiegato il ministro. “Confido che i passaggi parlamentari possano irrobustire il provvedimento. Siamo aperti al confronto”. Per avere studi medici di famiglia h24 ”occorre una riorganizzazione delle cure primarie. Il binario è tracciato, il principio è chiaro. Ora l’attuazione e’ delle Regioni. Ma l’impegno era porre un principio chiaro”.
E dalle Regioni arrivano subito i primi no sugli studi dei medici h24. Roberto Formigoni, presidente della Lombardia, ha scritto su Twitter: ”Non ci siamo”. Mentre Catiuscia Marini, governatore dell’Umbria, spiega che ”come Regioni quello che ci preoccupa è che non sono previste risorse finanziarie, quindi dobbiamo capire come convincere i medici liberi professionisti a svolgere un’attività di 24 ore senza risorse aggiuntive”.
Ancora più incisivo il presidente della Basilicata, Vito De Filippo: ”Le norme previste”, spiega, “invadono in modo netto la competenza delle Regioni, senza un sufficiente confronto e senza aver recepito molti emendamenti presentati dalle Regioni, che sono chiamate ad attuare sul campo la Sanità”. E anche dal mondo della politica arrivano gli stessi dubbi.
”Dove sono le risorse per la riorganizzazione della medicina di base? Si è sicuri di non fare proclami a vuoto?”, si chiede il segretario del Pd Pierluigi Bersani. Secondo Antonio Tomassini (Pdl), presidente della commissione Sanità del Senato, il dl presenta degli ”aspetti interessanti e altri più delicati e spigolosi, che dovremo affinare in Parlamento con emendamenti”.
Così come è da chiarire aspetti sulle coperture finanziarie e la costituzionalità, se non si invadono le competenze delle regioni. Per Giacomo Milillo, segretario della Fimmg (Federazione medici medicina generale), invece ”i costi per ambulatori e macchinari non sono aggiuntivi ma di riconversione.
Se le regioni rispettano la riorganizzazione imposta dalla spending review, allora ci saranno i soldi. Certo, le regioni potrebbero boicottare la legge, ma dovrebbero assumersene la responsabilitàdavanti ai cittadini”.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.