A San Polo meglio trattenere il respiro

Un'indagine dell'Asl dimostra che i bambini del quartiere di Brescia hanno più problemi degli altri alle vie respiratorie. Test su oltre 6mila giovani.

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(v.p.) Le preoccupazioni dei residenti erano motivate: nel quartiere di San Polo, a Brescia, le malattie respiratorie per i ragazzini sono più frequenti che in altre zone della città.
Venerdì mattina l’Asl di Brescia ha presentato alla stampa l’indagine sui disturbi e sulle malattie respiratorie, e sui fattori a essi correlati, nella popolazione infantile residente nell’area di San Polo e nel resto del comune. Si tratta di uno studio realizzato dall’azienda sanitaria locale dopo alcuni accertamenti realizzati in precedenza nella zona sull’incidenza di alcuni tumori.
Sono stati coinvolti gli studenti di vari istituti della città. In tutto sono stati distribuiti 8mila e 367 questionari (compilati dai genitori). Quelli validi e analizzati sono stati 6mila e otto unità; mille e 256 residenti a San Polo, 4mila e 752 residenti in altre zone di Brescia.
Non vi erano differenze di età e sesso nella distribuzione dei due gruppi. Hanno partecipato ragazzi residenti in città da almeno un anno. Per valutare meglio il possibile effetto delle esposizioni in studio, inoltre, sono state realizzate altre due analisi: la prima su bambini di genitori nati in Italia, la secondo su residenti in città da almeno tre anni. Tutti i risultati sono concordanti con quelli ottenuti sul campione intero.
La prevalenza di disturbi e malattie respiratorie e allergiche nei bambini di Brescia, appare in linea con uno studio nazionale (Sidria-2), condotto nel 2002. Il 10,5% ha l’asma bronchiale, il 28,6% fischi o sibili almeno una volta nella vita, il 17,3% ha una rinite allergica e il 21,7% un raffreddore primaverile. Tra le malattie allergiche non respiratorie il 18,1% soffre di eczema. I risultati sono anche in linea con uno studio svolto tra il 2002 e il 2003, che aveva evidenziato, su un campione di ragazzi tra i 13 e i 14 anni residenti a Brescia, una prevalenzadell’asma del 10,2%, di fischi e sibili del 18,7% e di tosse secca negli ultimi 12 mesi del 16,1%.
Nei bambini residenti a San Polo, spiega l’indagine dei tecnici dell’Asl, rispetto ai residenti nel resto della città, si riscontra una proporzione maggiore, in genere tra il 20-30%, di tosse secca di notte negli ultimi 12 mesi al di fuori dei comuni raffreddori, difficoltà di respiro con fischi e sibili almeno una volta nella vita, disturbi nasali, tosse e catarro nella maggior parte dei giorni, muco nasale con naso chiuso e tosse, numero di episodi e numero di mesi con disturbi nasali, raffreddore primaverile e allergico. Naturalmente è stata riscontrata anche  una più frequente storia di test allergici e di uso di farmaci per il raffreddore allergico.
Per contro, spiegano dall’Asl, non si osserva alcuna differenza tra il campione di San Polo e quello di altri quartieri per le malattie esantematiche (morbillo, rosolia, varicella e scarlattina) e non esantematiche (parotite e mononucleosi infettiva).
A San Polo i bambini residenti sono stati divisi in sei sottoaree, tenendo conto di un’indagine Arpa (2009-2010) sul monitoraggio delle deposizioni atmosferiche di microinquinanti organoclorurati, che segnalava un’area di deposizione degli inquinanti, di forma elissoide, intorno ai camini dell’acciaieria Alfa Acciai (con sede in via San Polo), con asse principale in direzione Est-Ovest. “I risultati di questa ulteriore analisi”, si legge nella relazione, “suggeriscono una possibile associazione tra sottoarea di residenza nel territorio di San Polo e alcuni disturbi e malattie respiratorie dei bambini”.

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