Boschi della Valtrompia e Valsabbia continuano a bruciare

Da mercoledì si sta lavorando allo spegnimento. Le operazioni sono riprese stamattina all'alba. Matrice dolosa.

(red.) Si sperava di concludere nel pomeriggio di ieri, giovedì 27 febbraio, poco prima del tramonto e del buio, invece il lavoro di spegnimento degli incendi boschivi che stanno interessando la Valsabbia e Valtrompia, nel bresciano, è ripreso già questa mattina, venerdì 28, all’alba. Complice il forte vento che ieri continuava a soffiare, insieme al fatto che le aree sono secche per la siccità e mancanza di piogge, le fiamme e il fumo sono ancora visibili ed estesi. Ieri pomeriggio si è anche temuto per la pineta di Lodrino che rischiava di essere raggiunta da uno dei due incendi e dove si è subito intervenuti con getti di acqua dall’alto.

Da mercoledì è in corso una vera e propria mobilitazione, anche aerea, tanto da impiegare quattro canadair che si riforniscono dal lago d’Idro e dal Garda e due elicotteri che prendono acqua dal lago di Bongi. Ma anche altri velivoli che si caricano dalle vasche artificiali allestite al Passo del Cavallo, Casto e Bione. L’intervento dall’alto si aggiunge a quello da terra che vede in campo decine di volontari dell’antincendio boschivo, della Protezione civile e dei vigili del fuoco. Il primo rogo è quello divampato nella tarda serata di martedì fin quasi a Marmentino.

L’altro ha invece raggiunto il monte Prealba lambendo Lumezzane e raggiungendo il Ladino. E questa mattina, venerdì, sono riprese le operazioni di spegnimento. Nel frattempo dalle autorità locali è emerso che i due roghi hanno colpito soprattutto la Valsabbia e in generale si parla almeno di cento ettari di boschi devastati. I carabinieri e quelli forestali non hanno dubbi che si trattino di incendi dolosi e anche intenzionali e si procederà con il trovare gli inneschi solo dopo che le fiamme saranno domate. C’è anche da capire chi e per quale motivo abbia voluto provocare un tale disastro.

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