Aree Omogenee nel Bresciano: accordo tra Provincia e Università Statale

(red.) La Provincia di Brescia e l’Università degli Studi di Brescia, Dipartimento di Giurisprudenza, hanno siglato un accordo finalizzato alla realizzazione di una ricerca in tema di forme associative tra comuni, con particolare riferimento ai territori della Bassa bresciana orientale e occidentale, per una corretta individuazione e definizione delle Aree Omogenee, dove non sono presenti Comunità Montane o organismi consultivi territoriali già istituiti dai comuni.

Secondo l’accordo, valido due anni dalla sua sottoscrizione, la Provincia di Brescia assicurerà all’Università la somma di € 25.000,00 per la copertura dei maggiori oneri finanziari, nonché tutti i dati in proprio possesso riguardanti i territori interessati dallo studio, mentre l’ateneo metterà a disposizione del progetto il proprio personale strutturato, afferente al Dipartimento di Giurisprudenza.
Le aree omogenee hanno l’obiettivo di favorire l’attuazione del processo di aggregazione per i singoli Comuni che non hanno un punto di riferimento, semplificando in questo modo e rendendo più efficienti i rapporti amministrativi fra gli Enti, ottimizzandone le risorse umane e finanziarie, svolgendo funzioni propositive e di coordinamento in ordine a questioni d’interesse generale attinenti alla programmazione e alla pianificazione del territorio di propria competenza.

«Le Aree Omogenee sono strumento importante – ha dichiarato il presidente della Provincia Samuele Alghisi – per identificare le peculiarità del territorio e consentire di valorizzarne risorse e possibilità di sviluppo. Presenti nello Statuto della Provincia di Brescia, sono individuate tenendo conto non solo delle caratteristiche geografiche, storiche, culturali, sociali ed economiche, ma anche della natura dei luoghi, del patrimonio, delle infrastrutture e dei servizi esistenti, esplicitando per ogni Area le sue principali vocazioni e i suoi obiettivi strategici».

«Lo studio e l’individuazione delle Aree Omogenee, con l’obiettivo di un miglior sfruttamento delle risorse dei singoli Comuni della Provincia, è da ritenersi di interesse pubblico e coinvolge pertanto anche la nostra Università – conferma il rettore Maurizio Tira –. L’impegno a contribuire allo sviluppo culturale, economico e sociale del territorio si inserisce, infatti, nel quadro degli obiettivi di terza missione individuati sia dallo Statuto che dal nostro Piano Strategico per il prossimo triennio, insieme all’ampliamento e aggiornamento della didattica e al miglioramento della ricerca».

Il presidente Alghisi, con decreto 216/2020 ha individuato nella figura del consigliere provinciale Massimo Tacconi il referente del Tavolo di Lavoro “Aree Omogenee della Provincia di Brescia”, che, attraverso la pianificazione di aree omogenee, può creare forti sinergie volte alla valorizzazione e allo sviluppo delle zone individuate.
«L’utilità delle aree omogenee – ha dichiarato il consigliere Tacconi – è importante anche per la pianificazione degli interventi della Provincia, al fine di avere un coordinamento rispetto agli investimenti sovracomunali».

L’Università, con la responsabilità scientifica di Adriana Apostoli, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza, darà vita allo studio delle varie forme di associativismo, dalle quali si valuteranno le possibili conformazioni legate non solo alla gestione dei servizi, ma anche alla promozione del territorio, permettendo ai comuni interessati un rapporto diretto e unitario nei confronti degli altri interlocutori: Comuni, Provincia, Regione, Istituzioni nazionali ed europee.

«Le materie oggetto dello studio toccano specifiche aree di ricerca scientifica del Diritto costituzionale – spiega Adriana Apostoli -. Compito del Dipartimento di Giurisprudenza sarà lo studio della fattibilità di configurare unioni o associazioni di comuni non rientranti tra le diverse forme associative previste dalla normativa nazionale vigente ed, in particolare, dalle forme associative disciplinate dal Testo Unico degli Enti Locali (Consorzi, Convenzioni, Unione di comuni ed Esercizio associato di funzioni e servizi) che sembrano riguardare essenzialmente forme diverse di gestione condivisa di servizi comunali».

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