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Brescia, un quorum del 54%

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    elezioni3mini.jpgDa 14 anni non si otteneva questo risultato. La gioia dei comitati referendari.


    acqua rubinetto.jpg(red.) Anche Brescia ha raggiunto il quorum per i quattro quesiti referendari. Il risultato, nel Bresciano, si è attestato sul 54%, sotto la media nazionale che è del 57%, ma segno comunque che oltre 496mila bresciani si sono recati alle urne per esprimere la propria preferenza e affermare il proprio Si’, che ha superato, per tutte e quattro le schede, il 90%.
    Da 14 anni e da sei consultazioni il quorum non veniva raggiunto in provincia: tutti e quattro i quesiti referendari hanno ottenuto un'affluenza intorno al 54.5% contro una media nazionale intorno al 56.5%.
    Nel capoluogo la percentuale è leggermente al di sotto della media nazionale (56%)
    Analizzando i risultati del voto in provincia emerge che i comuni a più alta affluenza sono stati quelli della Vallecamonica:  20 paesi hanno registrato una percentuale di affluenza oltre il 60% e, tra tutti, spicca il risultato di Cerveno con il 71,16% di aventi diritto che hanno espresso la propria preferenza.
    fungo_atomico.jpgSotto il quorum, invece, altri 22 comuni: in Valsabbia la maggior ‘diserzione’ con 11 paesi che non sono arrivati al 50 più uno. Tra questi, Capovalle è il comune che ha segnato la minore partecipazione al voto con il 38,06% dei votanti. In tutta la provincia bresciana i comuni in cui non si è raggiunto il 50% sono stati 49, tra cui Lumezzane, Orzinuovi, Salò e Adro.
    In serata a Brescia, in piazza Loggia, i comitati sostenitori del Referendum hanno festeggiato la vittoria dei quattro Si’ con una manifestazione spontanea e non organizzata.
    Grande soddisfazione l’hanno espressa Maurizio Bresciani, responsabile del comitato del SI’ sul referendum per il no al nucleare, e Legambiente Brescia per quanto concerne i quesiti di carattere ambientale.
    Per l’associazione ambientalista “i referendum per l’acqua bene comune hanno segnato un  successo straordinario e segnano una svolta nel nostro paese, per la prima volta vengono sconfitte le politiche neoliberiste di primato del mercato, che per decenni hanno imperversato indisturbate”.

    “Nonostante la data dei referendum fissata in modo da scoraggiare l’affluenza. Nonostante i tentativi di scippo del referendum con interventi legislativi per evitarlo, nonostante il ridotto spazio sui mass media”, continua Legambiente in una nota, “una larga coalizione ha permesso questo, una coalizione inedita che nasce dalla società, da una partecipazione dal basso e da una attivazione spontanea di cittadine e cittadini che non delega alla politica istituzionale su temi fondamentali come quello della gestione dell’acqua e dei beni comuni”.martelletto tribunale.jpg
    Per Legambiente il successo dei referendum “non è la fine del nostro percorso. Questo successo apre una nuova fase per restituire il servizio idrico alla gestione collettiva, per garantirne l’accesso a tutte e tutti e tutelarlo come bene comune”.
    Legambiente chiede “l’approvazione a breve della legge di iniziativa popolare presentata dai movimenti per l’acqua pubblica che attualmente giace nelle commissioni parlamentari”. “Una legge”, viene spiegato dagli ambientalisti, “che vuole riportare la gestione del servizio idrico in mano a società di diritto pubblico, aziende speciali e consorzi e non Spa che non vedano la presenza di privati, che garantisce il diritto a 50 Lt / giorno di acqua per tutti finanziato dalla fiscalità generale, che prevede investimenti pubblici per la sistemazione delle reti idriche e che chiede  la gestione partecipativa di questo servizio”.
    Chiediamo”, prosegue la nota di Legambiente, “l’immediata cancellazione dalle tariffe della remunerazione del capitale investito, come richiesto dai cittadini con questo referendum”.
    “Anche a Brescia”, concludono, “la gestione del servizio idrico andrà radicalmente ripensata in relazione ai risultati di questo referendum. Vogliamo anche a Brescia una gestione improntata ai principi della nostra legge d’iniziativa popolare”.  

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