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Comitati, le ultime 48 ore per il Sì

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    elezioni.jpgDue giorni di inziative serrate prima del silenzio elettorale che precede il voto.


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    (s.s.) Mancano due giorni al silenzio elettorale prima delle votazioni del referendum del 12 e 13 giugno, per questo i comitati promotori di Brescia hanno messo il piede sull’acceleratore. E in 48 ore bombarderanno città e provincia di iniziative di propaganda per invitare i bresciani ad andare a votare sì.
    Giovedì alle 20,30 all’oratorio di Santa Maria in Silva di via Sardegna il chitarrista Giorgio Cordini si esibirà in un concerto gratuito in favore dell’appuntamento alle urne di domenica e lunedì. Venerdì sera, inoltre, i banchetti informativi dei comitati “Acqua bene comune” e “Referendum antinucleare” saranno presenti all’interno della manifestazione “Brescia con gusto” organizzata da Slow Food per distribuire materiale sul tema e ovviamente invitare al voto.
    Oltre a piazza Loggia e piazza del Mercato, i volontari saranno presenti anche in piazza Vescovado. I promotori hanno chiamato a raccolta tutti i sostenitori invitandoli a raggiungere la città in bicicletta in modo da potersi spostare in diversi quartieri per far sentire la propria voce. E, non da ultimo, sia in città sia in provincia già dalla serata di mercoledì sono state organizzate delle auto con impianti voce che passeranno per le strade per ricordare l’appuntamento referendario.
    “Un po’ come si faceva una volta quando non c’era la televisione”, ha detto il portavoce del comitato antinucleare Maurizio Bresciani, “e poiché in questa occasione non c’è stata nessuna informazione da parte delle televisioni, facciamo come se non esistesse”. La rabbia dei volontari dei comitati nei confronti dei media nazionali, tv in particolare, è tanta.
    “I media hanno disatteso il loro compito, hanno nascosto il referendum alla popolazione italiana, si tratta di una grave riduzione della democrazia”, ha proseguito Bresciani. Anche Mario Capponi, rappresentante di Legambiente e facente parte del Comitato antinucleare, ha ribadito: “Non è mai successo che un governo scatenasse una tale guerra mediatica del silenzio per togliere agli italiani uno strumento di democrazia. È una cosa vergognosa”.
    Nonostante questo, però, i comitati sono comunque riusciti a far ascoltare la propria voce e a diffondere informazioni sul referendum. “Il lavoro è partito soprattutto dalla periferia, dalla provincia”, ha spiegato Bresciani, “dove i volontari hanno messo un impegno straordinario”. Qualche partito, all’ultimo miglio, ha tentato di mettere il cappello sulle iniziative referendarie. Bresciani e Capponi hanno risposto con una battuta: “I partiti sono stati di una discrezione e marginalità ammirevoli”. L’impegno, hanno ribadito i due, “viene tutto dall’associazionismo e anche dai movimenti cattolici”.

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