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Batman, un ritorno che non convince

Deludente "Il cavaliere oscuro-Il ritorno" di Christopher Nolan. Molto lontano, sia per stile che per interpretazioni, dalla precedente pellicola del regista.

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Il film scelto questa settimana da quiBrescia.it per la recensione è “Il cavaliere oscuro-Il ritorno” di Christopher Nolan.
di Daniel Gallizioli

In una Gotham City silenziosa e ormai ripulita dalla criminalità, a otto anni dalla morte di Harvey Dent (il temibile “Due facce”),  Bruce Wayne (Christian Bale) vive da miliardario eremita nel  suo palazzo, acciaccato e indebolito dalle lotte del passato.
La polizia, rinfrancata, sta cercando di togliere di mezzo l’ eroe  dei cittadini, il commissario  Gordon (Oldman) e la battaglia ai criminali sembra ormai un brutto ricordo. Ma sotto la metropoli,  il male si annida e si diffonde inesorabile nel sottosuolo, lungo i sotterranei  dimenticati di Gotham, dietro alla maschera inquietante e alla tenace crudeltà di Bane (Hardy), un energumeno malvagio e furioso che vuole dare alla città e ai suoi abitanti la lezione che si merita, seguendo il principio della setta  militare delle Ombre, capitanata un tempo da Ras’ al Ghul.
Nel frattempo, il progetto sull’ energia pulita della Wayne Enterprises  ha costruito un reattore di  particelle per sfruttare l’energia di fusione che sta mandando in bancarotta l’ intera azienda dopo averlo reso segreto per il rischio nucleare che il nucleo se diversamente programmato porterebbe con sé.  Rischio troppo invitante per passare inosservato dal guerriero delle ombre che utilizza la bomba per minacciare l’ intera città e diventarne il dittatore assoluto, creando una microsocietà “proletario-criminale”  in cui gli antichi potenti vengono giudicati da un tribunale popolare e condannati. La situazione disperata spingerà l’ uomo pipistrello a tornare a combattere e, malgrado un’ inattesa sconfitta iniziale, riuscirà a portare di nuovo vita e prosperità alla sua gente, grazie all’ aiuto di una fatale Catwoman (Anne Hathaway) e del neo promosso detective della polizia John Blake (Gordon-Levitt), che rinuncerà alla sua carriera e di cui si scoprirà il vero nome soltanto nel finale: Robin.
Ampio e articolato, l’ ultimo capitolo (almeno così pare) del “Batman” di Christopher Nolan si rivela anche prevedibile e a tratti scontato, con un ritmo continuamente scivolante e monotono, malgrado alcuni lampi d’ azione, conditi sempre dal solito action slang tipicamete hollywoodiano, spesso veramente odioso.  Il profilo dei personaggi si mostra complesso ma sgradevole: Weine è stanco sia nel personaggio che nell’ interpretazione, anche se chiude in crescendo. Catwoman è scontata , sconsideratamente arrogante e sognatrice (e,  sebbene bella, il paragone con la Pfeiffer del ’92 è inammissibile)  e il cattivo Bane non è mai del tutto credibile a causa forse di una logorrea inarrestabile e spesso fuori luogo, espressa da dialoghi banalmente  e  gratuitamente crudeli.
Personaggio lontano anni luce  dall’ inquietante e affascinante Jocker di Ledger del primo “Cavaliere Oscuro”, che impersonificava quelle caratteristiche  fantastiche e fumettistiche del personaggio,  filtrandole magistralmente nel reale, senza mai sembrare inverosimile come accade invece a quest’ ultimo nemico.
La parte centrale, quella della reclusione di Batman e della sua rinascita è forse l’ unica che ricorda lo stile eccitante e dinamico di Nolan, ma purtroppo si schianta contro un finale colmo di colpi di scena incoerenti  e forzatamente prevedibili che rimettono tutto in discussione fino alla fine. Finale in cui Batman pare che salvi un’ altra volta la sua gente, immolandosi e rinunciando  però alla propria vita e chiudendo la sua storia con il sacrificio massimo. Il primo Batman della storia che si conclude con la morte da vero eroe del protagonista pensa lo spettatore ignaro, sorpreso da un finale così prevaricante e coraggioso e che avrebbe comunque  impreziosito l’ intera pellicola.
Ma la delusione è dietro l’ angolo e, di lì a poco, tutto viene irrealmente capovolto e l’ ultimo inesorabile colpo di scena conclude (finalmente) il film, isolandolo in un surrogato prodotto hollywoodiano scadente che non esalta l’ importante saga di “Batman” e nemmeno lo stile del buon regista Nolan.
Attendersi un sequel è scontato e sebbene molte delle voci dei creatori dell’ ultimo capitolo, tra cui quella dello stesso regista, remino contro quest’ idea, il film ha lasciato una sceneggiatura troppo in sospeso per non aspettarsi altro. Enorme record d’ incassi al botteghino che ha totalizzato soltanto nel primo week-end in Italia quattro milioni di euro ma probabilmente siamo di fronte ad uno dei peggiori Batman di sempre.

 

 

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