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Hemingroove: qui l’anma non manca

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    cd Nunzio Lellarti ha ascoltato il demo degli Hemingroove, un gruppo di Castiglione.


    La recensione. "Hemingroove deriva dalla singolare unione letterale tra il nome dello scrittore americano Ernest Hemingway, a significare la passione per la curiosità e la contaminazione delle culture, e la parola Groove, ovvero “tutto ciò che riguarda la compattezza e la coesione”. Nel Gennaio 2006 i quattro ragazzi di Castiglione delle Stiviere (mantovani sulla carta d’identità, ma bresciani di adozione, visto che girano in lungo e in largo la nostra provincia per proporre i loro live) hanno prodotto un demo che porta il nome della band. Quattro teste con mondi musicali differenti, che si inseguono in ritmi della cultura sud-europea (latini e partenopei, cadenze classiche) con sonorità provenienti dal mondo dell'elettronica, del reggae, della bossanova e anche del rock d'oltreoceano, lo stone-rock.
    Il loro lavoro conta su sei brani dal sound potente e ricco di emozioni che affondano le loro radici nel rock, ma allargano le braccia al pop e ai ritmi mediterranei, ritoccati e magicamente riscoperti negli ultimi anni. “Ogni canzone si articola come ricerca di emozioni ed esplosione di stati d’animo” dicono gli Hemingroove a proposito del demo, e l’ascolto del loro primo lavoro collettivo in studio non gli da torto.
    Le loro canzoni parlano, d’amore, di scorribande musicali, pensieri in libertà con ampio spazio alla poesia divagante, che riempie il suono come fosse un quinto strumento.
    Le sonorità a cui il quartetto si ispira sono le più disparate, provenienti dal quel background che ognuno di loro ha deciso di mettere a disposizione degli altri per fondere tutto insieme e tentare di creare un sound originale. Negrita, Subsonica, Fabrizio De Andre', Pink Floyd, Bob Marley, Pearl Jam, Quintorigo, Ben Harper, Red Hot Chili Peppers, QOTSA, John Butler, Hormonauts, Incubus, Nuno Bettencourt e Foo Fighters. A tutto questo gli Hemingroove hanno attinto per riuscire a proporre al proprio affezionato pubblico uno spettacolo live degno di nota.

    La biografia. Gli Hemingroove sono: Maco (chitarre); Peppe (Batteria, sampling pads); Fa' (voce, chitarra e percussioni); Anto (basso).
    Il loro progetto ha cominciato a delinearsi nella primavera del 2005, per concretizzarsi nel mese di Settembre, data di nascita della band. Già da tempo cantante, batterista e chitarrista suonavano insieme in acustico, in diversi pub, giocando principalmente con cori, chitarre slide e percussioni. Assieme all’attività live, lavorano in sala prove sulla composizione di brani propri (cosa rara tra i gruppi che cavalcano i palchi bresciani) in elettrico, cercando principalmente di comunicare emozioni e stati d'animo: “un concetto di musica con il sorriso sulle labbra”. Dopo un mese l'alchimia d buoni risultati e si decide quindi di completare il gruppo con il quarto elemento, il basso elettrico.
    Al loro attivo c’è un secondo posto al “New Zelig live contest”, con Rockabilly TV (febbraio-aprile 2006) tra 30 band emergenti e un concerto molto seguito alla Festa provinciale dell'Unità di Mantova 2006. Il loro punto di partenza teorico è “il credere in un gruppo di persone, ragionare come un collettivo in un’epoca in cui l’individualismo mediatico in modo preponderante dilaga”. La fiducia reciproca e lo scambio di punti di vista si concretizzano nel modo di suonare, nelle scelte e nel lavoro di composizione: nulla viene deciso in solitudine, una coesione che “ha avuto la valvola di sfogo nelle loro canzoni”.

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