Villa Carcina, dopo 11 anni chiude il chiosco «Le Meraviglie di Alice»

Ultimo weekend di apertura per il locale nel parco di via Murri. La gestione termina in anticipo: il Comune valuta ora il futuro della struttura.

Villa Carcina. Dopo 11 anni di attività, chiude il chiosco «Le Meraviglie di Alice», all’interno del parco di via Murri a Villa Carcina (Brescia).
Questo fine settimana sarà l’ultimo appuntamento per Alice Ussoli, che ha deciso di interrompere anticipatamente la gestione per dedicarsi a un nuovo progetto imprenditoriale.
Il chiosco, affidato attraverso una convenzione comunale, nel corso degli anni è diventato molto più di un semplice punto di ristoro. Per il paese e per molti frequentatori arrivati da tutta la Valtrompia si è trasformato in un luogo di incontro e socialità, con la possibilità di mangiare all’aperto, ascoltare musica e vivere il parco anche nelle ore serali.
La convenzione, assegnata attraverso un bando comunale, sarebbe scaduta nel giugno 2028. La titolare ha però scelto di anticipare la conclusione dell’esperienza, anche per poter investire in un’attività con prospettive più ampie.
Tra i progetti c’era infatti la realizzazione di un dehor che avrebbe consentito di mantenere aperto il locale anche durante i mesi invernali. Un investimento che, secondo Ussoli, avrebbe richiesto una durata della concessione più lunga. Da qui la decisione di intraprendere una nuova strada: nei primi giorni di ottobre è prevista l’apertura di una nuova attività in piazza a Gussago.
Resta ora da capire quale sarà il futuro del chiosco di via Murri. L’amministrazione comunale non ha ancora previsto un nuovo bando e sta valutando le possibili soluzioni.
Il sindaco Moris Cadei ha spiegato che la precedente gestione era nata in un contesto differente, con una convenzione particolarmente favorevole al gestore. Nel frattempo sono cambiate le condizioni e, nel caso di una nuova gara, il Comune dovrà valutare anche un canone più adeguato.
Tra le ipotesi considerate c’è stata anche quella di una gestione a carattere sociale, ma l’amministrazione deve ancora verificarne la sostenibilità.
Con la chiusura del chiosco, il parco perde quindi un’attività che negli ultimi undici anni è diventata un vero presidio di socialità, oltre che un servizio per chi frequenta l’area verde. Ora l’amministrazione dovrà decidere se e come riportare in vita la struttura.

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