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Nave, doppio no alla centrale a turbogas della Duferco

Lo stop è arrivato dal ministero della Transizione ecologica di Cingolani, di concerto con quello della Cultura di Franceschini. La soddisfazione del municipio e del Comitato della Valle del Garza.

(red.) Un altro no, questa volta più che ufficiale, alla centrale a turbogas che la Duferco vuole realizzare a Nave, nell’ex sito industriale della Stefana di via Bologna.  Il progetto prevedeva la realizzazione di un impianto Peaker per bilanciamento della rete elettrica che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto essere gestito da Terma.
Lo stop è arrivato dal ministero della Transizione ecologica di Roberto Cingolani, di concerto con quello della Cultura di Dario Franceschini: “E’ espresso giudizio negativo di compatibility ambientale sul progetto Centrale termoelettrica nel comune di Nave (Bs) – Implant  Peaker per ii bilanciamento delle rete elettrica -, sito nel territorio del comune di Nave, in provincia di Brescia, proposto dalla Duferco Sviluppo spa, con sede in San Zeno Naviglio (Bs) in via Armando Diaz, 48”, si legge nel documento firmato dai due ministri. La società ha 60 giorni di tempo per presentare ricorso al Tar.

“Veniamo a conoscenza da fonti informali della pubblicazione del decreto ministeriale che darebbe parere negativo alla realizzazione della centrale a turbogas del sito Duferco”, si legge sulla pagina Facebook del municipio: “Aspettiamo l’ufficializzazione di questa ottima notizia, che riteniamo essere il risultato di un lungo lavoro di rete tra l’amministrazione comunale, la cittadinanza, i comitati, le istituzioni sovraccomunali (Regione, Provincia e comunità montana di Valle Trompia), oltreché tra i comuni a noi vicini di Brescia, Caino, Bovezzo, Botticino, Concesio, Collebeato”.

Soddisfazione anche per il Comitato della Valle del Garza che si è costituito due anni fa e ha raccolto nella zona quasi 11 mila firme contro il progetto “È una vittoria per tutte le organizzazioni ambientaliste che si stanno battendo su più fronti e che ci hanno supportato in questo percorso”, scrive il Comitato. “Il risultato va condiviso con le amministrazioni che si sono schierate contro il progetto e lo vogliamo dedicare alla memoria di Stefania Rossetti, la nostra amica presente e attiva sin dalla prima ora e che pochi mesi fa ci ha lasciato con un vuoto incolmabile e con un rimpianto inconsolabile. Temevamo, questo lo dobbiamo dire, che a seguito delle recenti posizioni dello stesso Consiglio Europeo su ciò che è ‘green’ e ciò che non lo è in materia di fonti energetiche, potesse passare il concetto che un combustibile fossile come il metano potesse trovare un impiego in un territorio come il nostro, fortemente segnato dalle attività del passato, e a rischio di poter subire un nuovo insulto”. Così però non è stato: “Ma il nostro compito non è terminato: il Comitato per la Valle del Garza non si scioglie e, in quanto comitato ambientalista, ci spetta il compito di continuare a vigilare sull’integrità del nostro territorio”.

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