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Valtrompia, veleni sotto l’autostrada

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(red.) Un’infrastruttura attesa da tempo, che ha preso velocità solo quest’anno, ma che rischia già di incorrere in uno stop ai lavori o, quanto meno, in un rallentamento.

Stiamo parlando dell’autostrada della Valtrompia, ufficialmente inaugurata a luglio e che potrebbe inciampare in un ostacolo di tipo ambientale, dopo la scoperta che nel sottosuolo si si celano sostanze inquinanti: idrocarburi e metalli pesanti.

Ad effettuare le campionature, tra la fine del 2020 e il primo trimestre dell’anno in corso, la Salc, l’azienda che si occupa della realizzazione del raccordo tra Concesio e Sarezzo, nel bresciano. I risultati dei test effettuati evidenziano al presenza di diverse sostanze, anche cancerogene, come gli idrocarburi  pesanti, cromo esavalente, cadmio, solventi. A preoccupare maggiormente è l’estensione in cui gli inquinanti sono stati rilevati, che si estende da Villa Carcina a Sarezzo, intaccando anche la falda.

Il documento redatto da Salc alla fine di giugno  è stato discusso al tavolo tecnico che si è svolto mercoledì in Comunità montana.

Una parte del capitolato sarà destinata alla bonifica, con la speranza che l’intervento non faccia lievitare ulteriormente i costi che sono quasi raddoppiati dopo le lungaggini burocratiche ed i vari ricorsi affrontati nel corso degli anni. Il bando per la realizzazione dell’autostrada risale al 2007, ma l’aggiudicazione è avvenuta solo nel 2016 per 155 milioni di euro, e, nel frattempo, il progetto è stato rivisto e modificato e il prezzo è salito a 219 milioni e 837milaeuro.

A questo, poi, si aggiungono i costi sostenuti da Anas per la progettazioni preliminari che hanno fatto arrivare la cifra complessiva a 258 milioni di euro.

Nel caso in cui il budget a disposizione non bastasse Anas dovrà mettere mano al portafoglio e coprire la quota scoperta.

 

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