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Processo Bozzoli, il 24 marzo il sopralluogo nella fonderia di Marcheno

Secondo gli inquirenti i rapporti tra Mario Bozzoli, il fratello e i nipoti si sarebbero deteriorati fino all'omicidio.

(red.) Nel corso dell’udienza di ieri, lunedì 8 marzo, alla Corte d’Assise di Brescia nell’ambito del processo per la misteriosa scomparsa – per gli inquirenti si tratta di morte – dell’imprenditore di Marcheno Mario Bozzoli, sono stati sentiti proprio quanti hanno iniziato a indagare per primi sui fatti. Quindi, i carabinieri che hanno condotto le prime fasi accertando cosa sarebbe accaduto all’interno della fonderia in Valtrompia, nel bresciano. Si è parlato anche del possibile orario in cui si attribuisce il presunto delitto di Giacomo Bozzoli ai danni dello zio e anche il fatto, come è emerso da uno dei testimoni, che alcune telecamere fossero state spostate tra l’8 ottobre del 2015, giorno della scomparsa di Mario Bozzoli, rispetto a pochi giorni dopo.

Il giudice ha quindi aggiornato il processo al 24 marzo quando è in programma un sopralluogo all’interno della fonderia e una settimana dopo, il 30 marzo, con la deposizione di Irene Zubani, moglie della vittima. Ma nel frattempo, sempre dal punto di vista dei Bozzoli, c’è un’altra pista sulla quale sarà chiamata a indagare la procura di Milano. L’accusa è quella di truffa assicurativa nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza.

Si fa riferimento a quando il 25 luglio del 2015 pare che sia scoppiato un forno nella fabbrica bresciana. E l’assicurazione ha pagato quell’episodio con 240 mila euro, tuttavia quello scoppio sarebbe stato una messa in scena e Mario Bozzoli non avrebbe saputo nulla. Nemmeno di una fattura da oltre 40 mila euro, di cui qualche migliaio solo per gli interventi nella fonderia di Marcheno e il resto per la Ifib che il fratello Adelio e i nipoti stavano realizzando a Bedizzole. Secondo gli inquirenti, i rapporti tra Mario Bozzoli e i congiunti si sarebbero rovinati al punto tale da arrivare all’omicidio.

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