Fatture false in Valtrompia, chieste condanne. Anche per i Bozzoli

Si parla di un giro di fatture false per 120 milioni di euro legate ad aziende di metalli e anche società cartiere.

(red.) Nella giornata di ieri, lunedì 8 febbraio, in tribunale a Brescia si è svolta un’udienza preliminare nell’ambito di un processo su un presunto giro di fatture false e che ha portato la procura generale a chiedere nove condanne per più di 20 anni di reclusione. Il processo è legato a un’indagine della Guardia di Finanza che aveva acceso i riflettori sulla Valtrompia proprio per presunte fatture false per 120 milioni di euro.

L’inchiesta ha riguardato 29 accusati, anche aziende operanti nel settore dei metalli e società cartiere nate solo per fatturare operazioni inesistenti. L’indagine aveva visto come conclusione nel marzo di due anni fa il sequestro di oltre 6 milioni di euro. E tra gli indagati – hanno scelto il rito abbreviato – ci sono anche Adelio e Giacomo Bozzoli, rispettivamente fratello e nipote dell’imprenditore scomparso nell’ottobre del 2015 e per il quale proprio Giacomo è l’unico imputato.

Nell’ambito delle nove richieste di condanne, per Adelio è stato chiesto poco più di un anno e cinque mesi e per Giacomo un anno e due mesi. L’udienza è stata aggiornata al 29 marzo, mentre il giudice deciderà il 25 maggio.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.