Mario Bozzoli, udienza preliminare rinviata. Ma arrivano altri misteri

L'orario dell'ultimo avvistamento anticipato di un quarto d'ora. Quando l'app del nipote Giacomo non "funzionava".

(red.) In questi giorni intorno alla fine di ottobre è tornato di attualità il caso della scomparsa – per gli inquirenti è stato ucciso – dell’imprenditore bresciano di Marcheno Mario Bozzoli sparito dalla sua fonderia l’8 ottobre del 2015. Ieri, giovedì 29, in tribunale a Brescia è iniziata l’udienza preliminare a carico dell’unico imputato, il nipote Giacomo Bozzoli, accusato di omicidio volontario e distruzione di cadavere. Ma l’udienza è stata rinviata al prossimo 16 novembre nel momento in cui il legale della famiglia della vittima ha chiesto di valutare meglio le nuove carte depositate dalla procura. E c’è però anche il rischio che il caso venga prolungato in avanti, visto che il giudice è destinato al trasferimento.

In ogni caso, dalle nuove carte presentate emergono dei dettagli che potrebbero rivelarsi importanti. In quei documenti ci sono le testimonianze di Aboakye, uno degli operai dell’azienda, così come di un altro addetto. E il primo, rispetto all’ipotesi iniziale di aver visto il datore di lavoro intorno alle 19,30 ha detto di averlo visto, invece, un quarto d’ora prima. E secondo quanto rivela il Giornale di Brescia da fonti investigative, Giacomo Bozzoli potrebbe aver ucciso lo zio nello spogliatoio. Sembra che nel momento in cui il datore di lavoro, dopo aver chiamato la moglie, stava raggiungendo proprio la stanza degli armadietti, l’applicazione sul cellulare installata dal nipote Giacomo e che rileva ogni movimento della persona non “funzionasse” proprio in quei minuti.

Ma non solo, perché non sarebbe neanche stato risposto a due telefonate in arrivo. La sensazione degli inquirenti, quindi, è che l’unico imputato potrebbe aver ucciso lo zio, per poi mettere il corpo in un sacco e caricarlo in auto prima di uscire dall’azienda. D’altro canto, secondo gli stessi inquirenti, era noto l’odio che da tempo il nipote provava nei confronti dello zio. In ogni caso, ora si aspetta la metà di novembre per capire l’esito dell’udienza preliminare, se diretto al rinvio a giudizio o al proscioglimento. E nel primo caso, l’imputato potrebbe scegliere il rito abbreviato e con sentenza prevista già entro novembre.

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