Bozzoli e Ghirardini, due mesi per arrivare a nuove verità

Il 29 ottobre si valuterà il rinvio a giudizio di Giacomo Bozzoli. Il 23 dicembre archiviazione per l'operaio morto.

(red.) Nell’arco di due mesi si potrà sapere come si evolverà uno dei casi di cronaca che ha fatto discutere negli ultimi anni nel bresciano e anche a livello nazionale. Si parla di Mario Bozzoli, l’imprenditore di Marcheno che secondo la procura sarebbe stato ucciso cinque anni fa, l’8 ottobre del 2015, prima che il corpo si sia reso introvabile e anche dell’operaio Giuseppe Ghirardini.

Questo era stato trovato senza vita nella zona di Ponte di Legno alcuni giorni dopo rispetto alla scomparsa del datore di lavoro e con un’esca al cianuro nello stomaco. Come riporta il Giornale di Brescia, il prossimo 29 ottobre in tribunale a Brescia si chiuderà l’udienza preliminare nel corso della quale il pg chiederà che il nipote di Mario Bozzoli, Giacomo, venga rinviato a giudizio per omicidio volontario e distruzione di cadavere.

Due mesi dopo, il 23 dicembre, nel palazzo di giustizia ci sarà invece un’udienza in cui i familiari di Ghirardini chiederanno che il giudice si opponga alla richiesta di archiviazione per istigazione al suicidio. Proprio i familiari avrebbero tra le prove una conversazione intercettata tra gli operai Oscar Maggi e Aboagye in cui si farebbe il nome di Ghirardini affinché non dicesse ciò che sapeva.

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