Rifiuti e appalti Concesio, chieste condanne. 8 anni la più alta

8 anni chiesti per Riccardo Gardoni che avrebbe creato un "sistema". Alla sbarra anche l'ex amministrazione.

(red.) Nella giornata di ieri, giovedì 6 febbraio, al tribunale di Brescia si è svolta un’udienza nell’ambito di un processo che si sta celebrando con rito abbreviato per il presunto sistema illecito di appalti messo in campo a Concesio, in Valtrompia. Al termine della sua requisitoria, il pubblico ministero Ambrogio Cassiani ha chiesto diverse pene e la più alta, di 8 anni, nei confronti di Riccardo Gardoni. Si tratta del responsabile dell’ufficio tecnico comunale che, secondo l’accusa, avrebbe creato un vero e proprio sistema affidando lavori con meno di 40 mila euro sempre alle stesse imprese e scrivendo solo in seguito gli atti di affidamento.

Tuttavia, il suo legale ne chiede l’assoluzione e parla anche del presunto guadagno di 900 mila euro come di una somma incassata in modo trasparente. Alla sbarra c’è anche l’ex sindaco Stefano Retali e la sua giunta di quel periodo, tutti accusati di aver realizzato una discarica abusiva concedendo contributi alla parrocchia di Sant’Antonino nel raccogliere, ma senza autorizzazioni, come carta e vetro.

Una situazione che ha portato il parroco ad essere accusato di gestione illecita di rifiuti. Per Retali sono stati chiesti 1 anno e quattro mesi e otto mesi per quelli che facevano parte della giunta. Stessa pena chiesta per due volontari della parrocchia ed è coinvolto anche il comandante della Polizia Locale. Il processo è stato aggiornato al 2 aprile per la sentenza.

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