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Delitto Clara Bugna, il marito Lorandi condannato ricorre alla Corte Europea

L'ex marmista di Nuvolera va avanti nella battaglia giudiziaria dopo anche i tentativi di revisione del processo.

(red.) Già condannato in primo, secondo grado e in Cassazione per il delitto della moglie Clara Bugna del 10 febbraio 2007, il marito Bruno Lorandi, ex marmista di Nuvolera non si arrende e ha deciso, tramite il proprio legale, di fare ricorso anche alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Ne dà notizia il Giornale di Brescia. Lorandi, condannato all’ergastolo che sta scontando nel carcere di Bergamo, si è sempre detto innocente e ha più volte chiesto, inutilmente, la revisione del processo alla Corte d’Appello di Venezia e in Cassazione.

Al centro della questione ci sono sempre i consumi elettrici di un ferro da stiro e il fatto che l’uomo, come si è sempre difeso, non sarebbe stato in casa al momento del delitto. Ma ora la battaglia giudiziaria approda in Europa dopo che il legale dell’ex marmista ritiene che il proprio assistito sia stato vittima di una violazione dei principi e dei diritti umani.

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