Lombardia arancione e scuole medie in classe, protesta a Vobarno

La sede è sotto cantiere: studenti in protesta identificati dalla Polizia. Costretti ancora alla didattica a distanza.

(red.) Quella di ieri, lunedì 30 novembre, è stata una giornata importante e attesa da parte di numerosi studenti delle classi seconde e terze medie che anche in provincia di Brescia, dopo il passaggio della Lombardia dalla zona rossa a quella arancione, sono tornati a fare lezione in presenza. Ma non per tutti. A Vobarno, per esempio, in Valsabbia, ieri mattina alcuni ragazzi si sono fatti accompagnare davanti all’ingresso dell’istituto e come forma di protesta visto che la scuola era ancora chiusa e soggetta ai lavori.

Una protesta pacifica, quella di cui scrive il Giornale di Brescia, considerando che gli studenti si sono mantenuti distanziati e in silenzio davanti a quella grande rete arancione da cantiere che copriva l’ingresso. La piccola manifestazione di dissenso da parte dei ragazzi contro il fatto di non poter tornare a fare lezione in presenza ha mosso sul posto anche la Polizia locale che – non si capisce per quale motivo – ha identificato quegli studenti in protesta e anche i genitori che li avevano accompagnati. Si tratta di quegli studenti che non hanno voluto continuare a fare didattica a distanza, visto che da ieri è possibile ritornare tra i banchi in seconda e terza media.

Ma qual’è il motivo di tutto questo? L’istituto che ospita le scuole medie è in ristrutturazione dalla metà di novembre e all’interno del nuovo complesso troveranno spazio anche alcune elementari. Cantieri che si sono resi necessari in questo periodo, seppur in ritardo, per evitare di perdere i contributi con cui svolgere i lavori. Fino a sabato scorso non ci sono stati problemi, considerando che le prime medie hanno potuto fare lezione, come ora, nei vecchi locali dell’Itis.

Ma nel momento in cui la Lombardia è passata in zona arancione, il Comune di Vobarno si è trovato spiazzato e senza poter offrire il ritorno in classe alle seconde e terze medie. Tanto che per loro dall’amministrazione comunale è arrivata una richiesta alla direzione scolastica di andare avanti con la didattica a distanza perché negli stessi locali che attualmente ospitano le prime medie non ci sono posti.

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