Coronavirus, due vittime nel bresciano. Piano ospedaliero in Lombardia

I decessi a Gardone Valtrompia e Prevalle per un totale di 2.740 da inizio emergenza. Terapie intensive stabili.

(red.) Se nel territorio della regione Lombardia la situazione, sul fronte della pandemia da Covid-19, sta preoccupando soprattutto nel milanese e in Brianza dopo gli oltre 1.800 casi positivi emersi ieri, mercoledì 14 ottobre (di cui oltre 1.000 solo nel milanese), la provincia di Brescia sembra meno colpita, ma resta in allerta. Soprattutto perché nel nostro territorio ieri sono emersi 81 nuovi casi positivi come non si vedeva dallo scorso 11 giugno e purtroppo si sono registrate anche due vittime, a Gardone Valtrompia e Prevalle. Un dato, quello dei decessi, che sale a cinque nella prima metà di ottobre, più di agosto e settembre messi insieme e che porta il totale delle vittime a 2.740.

Per quanto riguarda i nuovi casi positivi al nuovo coronavirus, la Valsabbia resta l’area più critica, con Vestone che ha un’incidenza del 3,5% tra positivi e popolazione. Il dato positivo riguarda le terapie intensive sul fronte Covid, visto che all’ospedale Civile di Brescia, punto di riferimento, si è fermi a 6 posti letto occupati.

In ogni caso ieri l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera ha annunciato che è stata attivata la prima fase del piano ospedaliero regionale con 1.550 posti Covid messi a disposizione nei 18 ospedali Hub, 150 di terapia intensiva, 400 di sorveglianza sub intensiva e 1.000 posti letto nei reparti, ma anche altri 300 nei reparti di pneumologia per chi è dotato e la riattivazione degli ospedali alla Fiera di Milano e di Bergamo nel caso in cui a livello regionale si dovessero superare i 150 ricoveri in terapia intensiva.

E su questo si svolgeranno una serie di confronti tra la Regione Lombardia, le prefetture e gli operatori sanitari. Di certo sarà fondamentale continuare a tracciare e isolare sempre più casi di contagio, tanto che al Pirellone si prevede di arrivare fino a 40 mila tamponi al giorno.

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