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Iuschra e il teschio trovato tra i boschi, nessun’altra battuta di ricerca

La procura, che ha aperto una nuova inchiesta, chiederà campioni biologici ai familiari, poi l'esame del dna.

(red.) Nei giorni successivi a mercoledì 7 ottobre il magistrato della procura di Brescia, che ha indagato sulla scomparsa della 12enne Iuschra Gazi dallo scorso 19 luglio del 2018 nell’altopiano di Cariadeghe, tra Caino e Serle, disporrà l’esame del dna sul cranio trovato la mattina di domenica 4. Al momento il dato certo, come riporta il Giornale di Brescia, riguarda una profonda frattura emersa sul reperto osseo e che potrebbe essere stata decisiva e mortale nel caso in cui questi resti siano davvero della ragazzina.

Nel frattempo, dopo il ritrovamento, la procura di Brescia ha aperto un’altra inchiesta, dovuta, per omicidio volontario a carico di ignoti. Nello stesso tempo, chiederà anche campioni biologici ai familiari della ragazzina scomparsa per verificare compatibilità. Ad occuparsi del test sarà l’istituto di Medicina legale dell’Università Statale di Brescia.

Ma i tempi si prevedono lunghi almeno due settimane per capire di quali tipi di ossa si parla e considerando anche il fatto che il cranio è rimasto due anni tra i boschi e tra le intemperie. In ogni caso, la procura ha deciso di puntare sulla verifica solo del cranio ritrovato e di non procedere con altre battute di ricerca.

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