Scomparsa Iuschra Gazi, si riapre il caso. Trovato un cranio umano

Ieri mattina un cacciatore tra i boschi di Caino e Serle ha scoperto il reperto. Sarà disposto l'esame del dna.

(red.) Nelle ore precedenti a lunedì 5 ottobre si è improvvisamente riaperto il caso legato alla scomparsa di Iuschra Gazi, la ragazzina bengalese affetta da autismo scomparsa sull’altopiano di Cariadeghe, nella zona di Serle, in Valsabbia, il 19 luglio del 2018. Quel giorno la giovanissima si trovava con altri componenti dell’associazione Fobap per una gita tra quei boschi. E si era allontanata scappando verso i sentieri per poi non essere più ritrovata. Tanto che chi la cercava, tra Protezione civile e unità cinofile, aveva interrotto le ricerche quasi un mese dopo, ai primi di agosto.

Il caso si è ora riaperto nel momento in cui ieri mattina, come dà notizia il Giornale di Brescia, un cacciatore ha trovato tra i boschi di Caino e Serle, intorno alla Valle del Garza e ai piedi del Cariadeghe, il cranio intatto di una persona non adulta. Il cacciatore che ieri, domenica 4 ottobre, l’ha rinvenuto ha subito allertato i carabinieri disponendo sul reperto l’esame del dna. A questo punto si attendono i prossimi giorni per i riscontri da parte della Medicina legale, considerando anche che quella era la zona dove la giovane si era smarrita.

Qui sono presenti diverse conche carsiche e non è escluso che la giovane Iuschra sia finita all’interno. Dell’episodio di ieri è stata avvisata l’autorità giudiziaria, compresi i pubblici ministeri Ambrogio Cassiani e Donato Greco che avevano condotto l’inchiesta. Dal punto di vista giudiziario, l’animatrice della Fobap accusata di omicidio colposo per non aver evitato che la ragazzina in sua custodia scappasse, aveva patteggiato una pena a otto mesi, mentre l’assicurazione dell’associazione ha risarcito la famiglia della vittima che non si era costituita parte civile.

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