Valsabbia, sottrae denaro al figlio infermo. Finisce a processo

Dal 2008 al 2015 l'80enne avrebbe eseguito prelievi fino a 200 mila euro. E acquistato mobili per la propria casa.

(red.) Nelle ore precedenti a giovedì 30 gennaio il pubblico ministero di Brescia Antonio Bassolino ha chiesto e ottenuto il processo nei confronti di un 80enne accusato di peculato continuato e aggravato. E l’anziano dovrà quindi presentarsi il prossimo 5 maggio in tribunale per il procedimento che sarà celebrato con rito abbreviato. L’accusa nei suoi confronti è quella di aver sottratto dal 2008 al 2015 il denaro del figlio del quale era stato nominato amministratore di sostegno e senza dirgli nulla.

Misura che era stata decisa nel momento in cui proprio il figlio era rimasto vittima di un drammatico incidente stradale che lo aveva reso paraplegico. Nelle ultime ore si è svolta l’udienza preliminare a capo del processo nella quale la nipote, figlia della vittima dell’incidente, si è costituita parte civile. Proprio lei aveva scoperto la grande quantità di denaro e beni mobili che mancavano al padre. Teatro della vicenda è la Valsabbia, nel bresciano, dove l’anziano ora imputato avrebbe effettuato numerosi prelievi di denaro dai conti del figlio e anche facendosi intestare assegni per un totale di 200 mila euro.

Denaro che era confluito a disposizione dell’anziano padre e scoperto dalla Guardia di Finanza. E si parla di assegni per 130 mila euro e anche dell’acquisto di mobili con cui arredare la propria casa invece di quella del figlio. Ma non è tutto, perché avrebbe anche trattenuto poco più di 44 mila euro che la nipote gli aveva dato per rilevare metà delle quote della società del padre rimasto infermo. L’80enne ha giustificato quel comportamento parlando di debiti contratti con i parenti, ma ora dovrà risponderne in tribunale.

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