Capo di Ponte, saccheggiato il magazzino per i profughi ucraini

Svuotato il deposito in cui i volontari avevano stoccato i generi alimentari ed i beni di prima necessità donati dalla popolazione per le famiglie ospitate in paese.

Capo di Ponte. Un gesto inqualificabile quello avvenuto a Capo di Ponte, nel bresciano, dove si è verificata un’incursione notturna, tra mercoledì e giovedì scorso, nel magazzino in cui vengono stoccati i generi alimentari ed i beni di prima necessità destinati ai profughi ucraini, circa una quindicina, ospitati in paese.
Ai volontari che si sono recati nel deposito si è presentata una scena a tratti surreale: tutti gli scaffali, contenenti generi alimentari e non, vestiti e giocattoli, erano stati svuotati. Non era rimasto più nulla.

Sconcerto e rabbia per un gesto vile commesso nei confronti di famiglie costrette a fuggire da un paese in guerra e, anche, verso le tante persone che, con generosità, hanno offerto materiali e denaro per acquistarli.
L’episodio è stato bollato come «vergognoso» dal sindaco Andrea Ghetti.
I volontari hanno ripreso la raccolta e ripristinato il magazzino, rafforzando la porta d’ingresso.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.