Valcamonica, 23 anni di carcere per il “capo” dei pusher

Confermata in Appello la condanna a Zejnel Spaneshi, 35enne di origini albanesi, ritenuto al vertice di un gruppo criminale che spacciava sostanze in Valcamonica e che aveva base a Rovato.

Brescia. Ammonta a 23 anni e 4 mesi di detenzione per traffico di droga la pena comminata anche in secondo grado a Zejnel Spaneshi, 35enne di origini albanesi, ritenuto al vertice di un gruppo criminale che spacciava sostanze in Valcamonica e che aveva base in Franciacorta, a Rovato (Brescia).

L’uomo era già stato condannato due volte, e nonostante la detenzione, era riuscito, dal carcere, a dirigere le operazioni di spaccio.
I soldi frutto del provento dell’ingente traffico di stupefacenti sarebbero stati inviati in Albania dove il 35enne stava costruendo un’imponente abitazione. E tracce del flusso ingente di denaro sarebbero poi state trovate durane le indagini in un quaderno su cui erano annotate le cifre per gli acquisti e la vendita delle partite di droga. Con Spaneshi sono stati condannati in secondo grado anche altre 19 persone, con pene comprese tra l’anno e sei anni e nove mesi.

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