Tragedia sul Mortirolo, procura di Sondrio apre un’inchiesta

Gli inquirenti valutano il fatto che il gruppo di amici era in motoslitta in un punto in cui il transito è vietato.

(red.) Dopo la tragedia, è arrivato anche il momento di capire le eventuali responsabilità di quanto accaduto domenica pomeriggio 24 gennaio al Mortirolo, tra Valcamonica e Valtellina, dove il 20enne comasco Matteo Gestra è morto in seguito al distaccarsi di una pericolosa valanga. Per quanto è avvenuto, la procura di Sondrio, come atto dovuto, ha aperto un’inchiesta a carico di ignoti alla quale stanno lavorando come braccio operativo i tecnici del Soccorso alpino della Guardia di Finanza e quelli della V Delegazione Bresciana, oltre ai carabinieri di Tirano.

Proprio i militari già domenica sera hanno sentito gli amici che erano con la giovane vittima e per cercare di ricostruire da subito la tragedia. Si è verificato che il gruppo si è avventurato, senza alcune attrezzature di segnalazione, nonostante gli inviti a non farlo a causa del forte rischio di valanghe.

Ma anche per il divieto di transito ai mezzi motorizzati che gli amici, compresa la vittima, non avrebbero rispettato nel momento in cui erano in motoslitta. Il giovane Matteo Gestra lascia la madre e due fratelli, mentre il padre, amministratore comunale a Stazzona, nel comasco, era morto un anno fa cadendo da una pianta che stava potando.

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