Progetto Rebus, il recupero delle eccedenze alimentari diventa un protocollo

Recupero Eccedenze Beni Utilizzabili Solidalmente Valle Camonica, un progetto nato nel 2018 che ora diventa una rete.

(red.) Dal 2018 le Acli Provinciali di Brescia hanno attivato in Valle Camonica un progetto di recupero eccedenze alimentari in collaborazione con 12 realtà del Terzo settore e gli 8 principali punti vendita della GDO del territorio. Il progetto, denominato R.E.B.U.SRecupero Eccedenze Beni Utilizzabili Solidalmente Valle Camonica – modellato sul progetto omonimo realizzato dalle Acli di Verona – vuole valorizzare e coordinare le singole iniziative volte al recupero di eccedenze alimentari, farmaci e beni di igiene personale messe in atto da associazioni ed enti no profit della Valle e la messa in rete con i Comuni e la Comunità Montana di Valle Camonica per una più organica e puntuale distribuzione delle eccedenze recuperate alle famiglie in difficoltà socio-economica segnalate dai servizi sociali.
Il lavoro svolto in questi anni e l’apprezzamento ricevuto ha portato non solo alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra le Acli Provinciali di Brescia Aps e la Comunità Montana di Valle Camonica per la creazione di un coordinamento territoriale sul tema del recupero delle eccedenze alimentari ma anche all’approvazione di due bandi della Regione Lombardia e il coinvolgimento nella rete di progettazione della Fondazione della Comunità Bresciana.

Nello specifico, da una parte Regione Lombardia sosterrà il progetto con l’iniziativa a sostegno delle organizzazioni del Terzo dall’altra con una misura della Direzione Agricoltura. Entrambe andranno ad integrare le risorse già ricevute in particolare per azioni di ampliamento della rete dei partner e delle catene di negozi aderenti, di educazione presso le scuole della Valle Camonica grazie anche alla valorizzazione delle attività di volontariato.
Il coinvolgimento nella cabina di regia di progetto della Fondazione della Comunità Bresciana rappresenta una sinergia sempre più concreta con realtà provinciali già attive con le quali scambiare prassi e stringere alleanze di prospettive. Anche grazie a questa opportunità, si è stretta una collaborazione con la Cooperative Sociale Cauto di Brescia che si traduce nel recupero presso la loro sede di eccedenze alimentari che si aggiungono a quelle recuperate in Valle Camonica al fine di creare un pacco quantitativamente e qualitativamente sufficiente.

Nel 2020 sono stati raggiunti numeri molto positivi considerato il periodo di emergenza sanitaria attraversato:
• ingresso nella rete della Comunità Montana di Valle Camonica e di 4 nuove realtà di volontariato (ANA Valle Camonica, AVAL Brescia, AUSER Volontariato di Pisogne, Legambiente Valle Camonica) che si uniscono a quelle già attive dal 2018 (Associazione Il Torrente, Cooperativa Exodus, Suore Messicane, Operazione Mato Grosso, Cooperativa di Bessimo, Caritas di Borno, Cividate e Piancogno, Cooperativa Il Tralcio, San Vincenzo di Breno ed Edolo, Unione dei Comuni Civiltà delle pietre) per un totale di 20;

• recupero di oltre 85 tonnellate di prodotti l’anno per una media mensile di circa 450 chilogrammi per punto vendita (8 punti vendita: Iperal di Sonico, Breno, Esine, Darfo Boario Terme; Conad di Esine e Darfo Boario Terme; ALDI di Breno; MD di Esine);

• sostegno di oltre 250 famiglie (per un totale di oltre 500 persone) attraverso le realtà di volontariato coinvolte.

Le ACLI Provinciali di Brescia aps tramite le ACLI di Valle Camonica svolgono un ruolo di coordinamento tra i diversi attori coinvolto attraverso una circolarità di intenti e valori a tutti gli effetti nel perseguimento dello sviluppo sostenibile. Il progetto ad oggi vede il coinvolgimento di due risorse umane per l’organizzazione della distribuzione dei prodotti recuperati e oltre 30 volontari aderenti alle diverse realtà associative partner.
Un’altra prospettiva del progetto sarà la collaborazione con aziende agricole e canili territoriali per il recupero di eccedenze scadute o scarti di frutta e verdura che finirebbero al macero e puntare ad una sinergia educativa per fornire un supporto alla formazione nelle scuole con focus specifici: sulla legislazione europea e le politiche italiane sullo spreco alimentare, in particolare l’innovazione che ha introdotto la Legge Gadda; educare per superare la cultura contro lo spreco e lo scarto; principi dell’economia circolare ed esempi virtuosi; e dall’altro accompagnare i beneficiari di questo progetto con processi di riabilitazione sociale, vicinanza e sostegno. Il mio impegno sarà quello di dimostrare come la valorizzazione del cibo trasformi vita, economia e spazi”.

Un importante ruolo è svolto dal Circolo ACLI Media Valle Camonica che attraverso il progetto REBUS intende aprire le porte del proprio circolo e farsi vicino, unitamente a tutte le ACLI Bresciane, alle famiglie più fragili. “Il circolo ACLI di Media Valle Camonica col progetto R.E.B.U.S. intende aprirsi al territorio – dichiara Lucia Polonioli, Presidente del Circolo – per essere un polo di riferimento, di ascolto e promuovere un circuito sociale che attraverso lo sviluppo di rapporti significativi tra gli Enti Istituzionali, i Servizi sociali dei Comuni, il tessuto produttivo e commerciale locale e le scuole, sia in grado di leggere i fabbisogni e definire linee sociali di azione contro lo spreco”.

“Non può esistere che, anche in Valle Camonica, si sprechino oltre 85 tonnellate di cibo con sempre più famiglie in difficoltà – aggiunge il Presidente delle ACLI provinciali di Brescia Pierangelo Milesi incoraggiando le ACLI della Valle Camonica ad una assunzione di responsabilità con il progetto R.E.B.U.S. – Si tratta di un dovere morale e fraterno ma anche di un dovere di sostenibilità per l’ambiente, naturale e umano, circostante a partire dalla Lettera Enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco Evitare di produrre rifiuti consente di liberare risorse economiche da reinvestire sul territorio. Come ACLI offriamo il nostro servizio di promozione sociale per interpretare le nuove sfide sociali attraverso progetti di rete con il territorio. La circolarità delle eccedenze diventa circolarità di farsi vicini alle persone”.

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