Estorsione nella vendita dell’auto, chieste condanne

L'ignaro acquirente, ora parte civile, era stato minacciato con un coltello da un gruppo che ora è alla sbarra.

(red.) Nella giornata di ieri, venerdì 13 dicembre, in tribunale a Brescia si è svolta un’altra udienza nell’ambito di un processo a carico di quattro imputati per aver teso un’imboscata all’acquirente di un’auto. E al termine della giornata al palagiustizia l’accusa ha chiesto condanne da 2 fino a 8 anni e sei mesi di reclusione. Un quinto, invece, è stato rinviato a giudizio e sarà a dibattimento dal prossimo luglio. Tutto fa riferimento alla compravendita di una Golf nel momento in cui il venditore aveva chiesto al nuovo acquirente di poter guidare la vettura per l’ultima volta fino alla propria abitazione.

Ma era arrivato fino a una zona isolata di Esine, in Valcamonica, intimando all’ignaro passeggero di guidare fino a Capo di Ponte e così era rimasto a piedi sotto la minaccia di un coltello e senza la nuova vettura appena comprata.

A dare manforte all’estorsore sarebbero stati anche altri due, ora imputati, accusati di aver minacciato la vittima per farsi consegnare del denaro, cioé la somma per acquistare il veicolo. E in più avrebbe anche detto ai carabinieri che l’ignaro acquirente fosse coinvolto in truffa e usura. L’intera vicenda è approdata in tribunale e il 31 gennaio riprenderà il processo con rito abbreviato.

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