Torbiere, sfalcio di canneti per favorire la nidificazione

Nella Riserva naturale del Sebino effettuati anche interventi rafforzamento delle briglie e setti presenti nella lama, del costo complessivo di circa 54.000 euro, sostenuti dalla Regione.

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Iseo. Nella Riserva naturale Torbiere del Sebino a Iseo (Brescia) sono stati realizzati diversi interventi a tutela dei siti di svernamento e riproduzione dell’avifauna acquatica della zona umida.
Gli interventi di sfalcio del canneto e di rafforzamento delle briglie e setti presenti nella lama, del costo complessivo di circa 54.000 euro, sono stati realizzati nel quadro del progetto Life Gestire 2020 (Azione C16) e finanziati quasi totalmente da Regione Lombardia, grazie a due bandi del 2019 e del 2020. Lo riferisce il sito “Natura che vale”.

La Riserva è situata sulla sponda meridionale del Lago di Iseo ed è la zona umida più significativa per estensione ed importanza ecologica della provincia di Brescia.
Sono cinque le aree di intervento nella porzione a nord-est della lama, per una superficie complessiva di 1,5 ha di canneto a Phragmites australis, cioè circa il 4% della superficie occupata da questa vegetazione all’interno della Riserva.

L’area d’intervento 1 è situata nel territorio del comune di Iseo nella porzione a nord-ovest della Lama, in prossimità delle piazzole di pesca. L’estensione è di circa 0,3 ettari. L’area 2 è situata nel comune di Iseo a nord della Lama, nella superficie posta a est rispetto all’accesso del sentiero che conduce alla torretta di osservazione. L’estensione è di circa 0,58 ettari.

L’area 3 si trova sempre nel comune di Iseo a ovest del centro visitatori. L’estensione è di circa 0,32 ettari. L’area 4 è situata nel comune di Iseo a est del centro visitatori. L’estensione è di circa 0,2 ettari. L’area 5 si trova sul territorio del comune di Provaglio d’Iseo a est delle lame, nei pressi della Località “Fontanì”, estendendosi su circa 1,1 ettari.

Il setto oggetto di intervento è stato ampliato attraverso la realizzazione di una palificata, costituita da pali con teste smussate e punte lavorate per l’infissione, e una graticciata di mezzi pali orizzontali in castagno, legati tra loro con spinotti bullonati, chiodi e fasce.
Al fine di evitare il dilavamento del materiale più fine, sono stati inoltre posati, tra la palificata e la torba reinterrata, uno strato di geotessuto e uno di geogriglia polimerica, entrambi fino al fondo e poi risvoltati sul fondo stesso a creare una tasca. Per raggiungere lo scopo di tenere ben ancorati al fondo geotessuto e geogriglia, sono stati posati massi sul fondo, seguiti da materiale a granulometria più fine e infine da terra.

Una volta creato l’ampliamento del setto, sullo strato di terreno si è proceduto alla messa a dimora di specie erbacee caratteristiche della vegetazione dei magnocariceti e dei canneti, tipiche della Torbiera.
L’obiettivo principale dell’intervento è quello di aumentare gli spazi occupati dalla briglia, assicurandone la salvaguardia nel tempo e garantendo l’incremento e il miglioramento dell’habitat presente.

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