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Alberti (M5S): Sebino, vanno fermate subito le attività sul monte Saresano”

(red.) «Dopo lo studio commissionato da Regione Lombardia pubblicato a fine ottobre e l’assurda conseguente decisione dello stesso ente di far continuare le attività di scavo sul Monte Saresano, adesso anche una nota della stessa Regione a giustificazione delle loro scelte, che ha del ridicolo»,  afferma in un comunicato il consigliere regionale Dino Alberti. «Lo studio del Politecnico, dell’Università Bicocca e dell’Università degli Studi di Firenze parla chiaro: seppur rallentando rispetto a quanto stava facendo in precedenza, la frana continua la sua marcia. E vengono spiegate bene quali siano le cause: al 3° e 5° posto, in ordine di importanza, ci sono le attività della ItalSacci».
«E Regione Lombardia, dopo che ha autorizzato il prosieguo dei lavori, seppur con restrizioni», si chiede Alberti, «che scrive nella sua nota? Che l’ente “non ha autorizzato alcuna ripresa dell’attività”. Lo scrive davvero come scrive che “il programma era già autorizzato e concordato nel luglio scorso con tutti i soggetti interessati e riferito al solo anno 2021, questo al fine di testare se e come le attività di miniera possano avere effetti sulla frana”. Ma allora a che è servito lo studio che lancia più di un allarme collegato proprio a tutte le attività, se si continua a concedere la possibilità di proseguire con i lavori?».

«Poi la chicca finale: “le attività in essere non sono effettuate sul versante in frana ma sono condotte sul versante opposto del Monte Saresano”», prosegue Alberti. «Come se le cariche e le escavazioni non avvenissero sullo stesso monte, come se tutte le attività, anche sul fronte non franoso, fossero del tutto distaccate dal versante che sta cedendo. La miniera Cà Bianca e la sua cava distano meno di 500 metri in linea d’aria dalla frana ma soprattutto fanno parte dello stesso fragile sistema. Questo andrebbe ricordato a chi ha prodotto la nota».

«Seguendo questa storia, spesso pare di vivere un altro Vajont: da una parte cittadini e comitati ambientalisti che continuano a dire di fermare tutto e dall’altra le amministrazioni che devono prendere le decisioni che contano che continuano a voltare la testa dall’altra parte, noncuranti del pericolo», dice ancora il consigliere regionale M5S. «Il Monte Saresano ha dato più volte nel corso degli anni segnali inequivocabili con le sue diverse frane e i suoi continui distaccamenti di masse rocciose. Sino ad ora è andata sempre bene. A Regione Lombardia e a tutti quelli convinti che le attività di estrazione e deposito di materiale debbano continuare all’infinito, pongo una domanda: ma vale davvero la pena continuare a sfidare la sorte?»

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