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Il Pd del Sebino contro il divieto di immissione di trote e coregoni

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(red.) Il Partito Democratico del Sebino e della Franciacorta esprime con una nota “forte contrarietà alle nuove direttive emanate dal ministero della Transizione Ecologica in materia di ripopolamento dei nostri laghi e corsi d’acqua. Con una decisione in classico stile ‘burocratese-ministeriale’ i funzionari del ministero della Transizione Ecologica pensano di decidere a tavolino quali specie ittiche siano o meno originarie dei nostri laghi mettendo a rischio un settore storico, con un importante indotto economico, legato allo sviluppo turistico della nostra zona. Non sono bastati due anni di pandemia per affossare un settore tradizionale come quello della pesca sui nostri laghi e della ristorazione ad esso connessa, ora da Roma qualcuno prova a darci il colpo di grazia con la più classica delle carte bollate”.

Il ministero, considerando non autoctone specie come lavarello (coregone), il salmerino alpino o la trota mediterranea, ne ha vietato l’immissione nei laghi per il ripopolamento.
“Ci uniamo alle proteste delle associazioni dei pescatori professionali e non e dell’Unione Pescatori Bresciani”, scrive nel comunicato il Pd di Franciacorta e Sebino, “nel condannare una direttiva che non tiene conto con precisione delle peculiarità storiche della fauna ittica del nostro territorio. Il livello ideologico di questa scelta ci risulta incomprensibile e dannoso verso gli interessi del territorio, e di tutti gli attori che in questi anni stanno tentando ripopolare i nostri laghi in un’ottica sostenibile e legata alla storia e alla tradizione del nostro lago”.

“Da pescatore non professionista”, rimarca il segretario Pd Sebino Franciacorta, “trovo una follia mettere a rischio il lavoro di anni fatto dai volontari dell’incubatoio di Clusane. Il nostro lago soffre da anni la mancanza di pesci, figuriamoci se adesso dobbiamo pure annullare le immissioni, che tra l’altro stavano dando i loro frutti sotto il profilo del ripopolamento. Se al ministero vogliono combattere le specie alloctone che mettano a disposizione più fondi per l’abbattimento di specie come il siluro, invece di minare l’intero comparto pesca-ristorazione di un territorio duramente colpito dalla pandemia negli ultimi due anni”.

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