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“Il Green pass rende liberi”, insegna choc rimossa a Iseo

Polemiche per il cartello apparso all'esterno di un locale iseano, che richiama, nel contenuto e nella forma grafica, quello del campo di concentramento nazista di Auschwitz.

(red.) “Il green pass rende liberi, since 1940”. La scritta, che richiama, anche graficamente, quella che i nazisti avevano piazzato all’ingresso del campo di concentramento di Auschwitz, è apparsa all’ingresso di un pub di Iseo, nel bresciano. 
L’insegna sarebbe rimasta esposta per diversi giorni prima di venire rimosa  a seguito dell’intervento delle forze dell’ordine, ma sul social è scoppiata la polemica che si è ampliata oltre i confini bresciani.
Il giornalista Andrea Scanzi l’ha ripresa sul suo profilo Instagram, pubblicando la foto che circolava da giorni:  “Roba da vomito. So per certo – e ho le prove – che da giorni sindaco e forze dell’ordine sono a conoscenza di questa porcata immorale, ma ad oggi (6 novembre ore 19) quel cartello non è stato rimosso”, scrive Scanzi.
“Cosa aspettano le forze dell’ordine?”, si chiede Scanzi,  “Cosa aspetta il sindaco (che mi risulta giustamente indignato e inorridito)? Davvero siamo arrivati al punto che, nel 2021, in Italia si possa mettere in atto questo vergognoso vilipendio della Storia e questo oltraggio abietto nei confronti delle vittime tanto della Shoah quanto del Covid? Si può dire che se ne hanno un po’ pieni i coglioni di questi esagitati egoisti e ignoranti che straparlano insensatamente di nazismo?”.
Indignazione espressa anche dal noto virologo Stefano Burioni, che ha stigmatizzato le parole di un frequentatore del locale il quale, sempre sui social, evidenziava che all’interno del locale non vi siano controlli sul green pass.
Il comune di Iseo, ricevuta la segnalazione, sabato pomeriggio è intervenuto facendo rimuovere il cartello.

 

 

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