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Iseo, omicidio Pulvirenti: in aula i testimoni dell’accusa

Per la morte di Nadia Pulvirenti, 25 anni, uccisa a coltellate il 24 gennaio 2017 da un ospite della comunità psichiatrica Clarabella di Corte  Franca, alla sbarra 5 professionisti.

(red.) Per la morte di Nadia Pulvirenti, 25 anni, uccisa a coltellate il 24 gennaio 2017 da un ospite della comunità psichiatrica Clarabella di Corte  Franca a Iseo (Brescia), dove la giovane era tecnico della riabilitazione psichiatrica, sono alla sbarra Andrea Materzanini, direttore del Dipartimento di salute mentale di Iseo, Giorgio Callea, a capo del del Centro Psico Sociale di Iseo, Annalisa Guerrini, psichiatra e responsabile del Cps di Rovato per il piano terapeutico individuale dell’uomo, Claudio Vavassori presidente del Consiglio di amministrazione della cooperativa Diogene per cui lavorava Nadia Pulvirenti e Laura Fogliata medico della stessa cooperativa.

Nadia venne aggredita da Abderrahim El Mouckhtari, 59enne marocchino, prosciolto per l’incapacità di intendere e volere e attualmente in una struttura Rems dove dovrà restare per dieci anni.

Cascina Clarabella

La Procura è chiamata a valutare il documento sulla valutazione dei rischi: gli imputati sono accusati di non avere messo in atto tutte le misure per far sì che il paziente psichiatrico, che già aveva manifestato atteggiamenti violenti, non aggredisse a morte la giovane.

In aula hanno risposto alle domande del pm i testimoni dell’accusa e quelli delle parti civili: è stata ascoltata il medico del lavoro Silvia Garattini, ora in pensione ma al momento in cui si verificò la tragedia direttore del servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro dell’Ats di Brescia, la quale ha stilato la relazione sull’incidente, affermando che il documento redatto dalla cooperativa Diogene “era gravemente carente” e l’ipotesi di una aggressione da parte del paziente era “sconosciuta al processo di valutazione dei rischi”. Inoltre, la dottoressa ha rilevato anche che “Nadia Pulvirenti non risulta avesse fatto una formazione specifica per riconoscere segnali di pericolo nei comportamenti dei pazienti”.

Il processo è stato aggiornato al prossimo 2 febbraio.

 

 

 

 

 

 

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