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Punto nascite di Iseo, dalla Regione: “Il servizio è sospeso, non soppresso”

Legambiente sottolinea come in Veneto il punto nascite di Portogruaro, con meno nati, sia rimasto aperto.

(red.) Era dei primi giorni di giugno, da parte dell’assessorato regionale lombardo al Welfare, la notizia che il punto nascite dell’ospedale di Iseo, nel bresciano, sarebbe stato soppresso a causa del numero ridotto di nuovi parti. Ma nei giorni precedenti a lunedì 28 giugno sempre dalla Giunta regionale è arrivato un parziale chiarimento sostenendo che il servizio resta sospeso, ma non chiuso. Sul tema si era aperta una raccolta firme con 7 mila adesioni ed erano state discusse anche varie mozioni per evitare la chiusura del servizio. E ora si aprono spiragli nella speranza che venga apportata una deroga al decreto ministeriale che fissa i numeri entro i quali un punto nascite può restare aperto.

E in questo senso ieri, domenica 27 giugno, il circolo di Legambiente del Basso Sebino ha diffuso una nota sostenendo la differenza su quanto viene fatto nel bresciano, in Lombardia e quanto, invece, in Veneto. “Prendere esempio da Luca Zaia che a proposito della chiusura del punto nascite di Portogruaro (Ve) ha deciso di riaprirlo per motivi turistici. La maggiore determinazione del governatore veneto rispetto a Fontana ha fatto la differenza. Anche Iseo è una località turistica con in più un vasto territorio montano disagiato da presidiare”. Proprio a Portogruaro nel 2020 sono state 200 le nascite rispetto alle 450 di Iseo.

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