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Capriolo dedica un piazzale a Vincenzo Prandelli

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(red.) Un nuovo piazzale per Capriolo intitolato a Vincenzo Prandelli, primo fotografo del paese, da sempre amato e conosciuto. La Prefettura di Brescia ha accolto la richiesta dell’amministrazione comunale che ha voluto intitolare il nuovo piazzale del cimitero e l’adiacente viale a Prandelli, nato nel 1909 a Leno ma con origini lumezzanesi e trasferitosi a Capriolo negli anni 30 al seguito dello zio, il prevosto monsignor Pietro Libretti, tra i fondatori della locale Cassa Rurale.

Per anni Vincenzo Prandelli ha lavorato all’anagrafe del comune di Capriolo. Negli anni ’50 ha aperto il suo studio fotografico in via Vittorio Emanuele, coadiuvato dalla moglie Marta, che lui amava chiamare Martina come una delle sue nipoti e la sua pronipote.
Noto per la sua capacità di ritrarre le persone, oltre che per i paesaggi, è stato uno dei primi combat camera italiani nella prima guerra d’Africa e poi al comando militare in Russia, da dove è rientrato con gli Alpini di Nikolajewka. È stato internato in campo di concentramento, dove è rimasto due anni. Questo gli ha valso numerosi riconoscimenti e medaglie al valore.
Ha concluso l’attività di fotografo negli anni ’90 a fianco del figlio Beppe, andato in pensione qualche anno fa. Prandelli è morto nell’abitazione del figlio Beppe in via Castello 3 a Capriolo nel 1998. Poco dopo si è spenta la moglie.

L’amministrazione comunale, su stimolo di Vincenzino Assoni e Laura Salogni, ha voluto intitolare il nuovo piazzale a Prandelli in quanto sia con il lavoro in municipio sia come fotografo ha aiutato la popolazione, che ancora lo ricorda. Un altro piazzale adibito a parcheggio, questa volta adiacente al campo sportivo, sarà intitolato a don Bruno Cadei, nato a Capriolo e già vicario parrocchiale di Coccaglio e Urago Mella. È scomparso a causa di un incidente con la sua motocicletta a Paratico nel 2005.

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