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Vaccino anti-Covid a Brescia, sempre peggio. A Iseo 120 (su 800 possibili)

Il caos è causato dal sistema di prenotazione di Aria ormai andato in tilt. E ci sono anche situazioni surreali.

(red.) Quella di ieri, mercoledì 24 marzo, è stata un’altra giornata da dimenticare anche nel bresciano per quanto riguarda la campagna di vaccinazione anti-Covid e in particolare a causa del sistema di prenotazione di Aria che ormai da tempo è andato in tilt. L’immagine esemplare di ieri arrivava dalla palestra dell’Antonietti di Iseo, punto vaccinale di riferimento per la Franciacorta e il Basso Sebino, che vedeva solo 120 persone vaccinate a fine giornata. Mentre l’hub è in grado di somministrare dosi fino a oltre 800 persone al giorno. E di conseguenza degli otto box disponibili, solo uno è rimasto attivo.

Ma anche oggi, giovedì 25 marzo, sarà una giornata simile a quella di ieri, visto che sono convocate 119 persone, mentre finora meno di 3 mila iseani hanno ricevuto almeno la prima dose. Va meglio, invece, al polo vaccinale di Chiari dove ieri sono state inoculate dosi a 480 persone. Le criticità, quindi, continuano, anche con pazienti che continuano ad essere mandati fuori provincia per sottoporsi alla somministrazione nonostante punti vaccinali a poca distanza da casa. E in questo senso ci sono anche situazioni surreali, compresi quelli che hanno ricevuto la convocazione per la seconda dose e non avevano ancora ricevuto la prima, oppure contattati per la prima quelli che sono stati già vaccinati.

E dalla provincia, di cui scrive il Giornale di Brescia, arriva anche una segnalazione particolare. Si tratta di un’anziana residente in Valtrompia che ha aderito alla campagna senza ricevere risposta per un mese e mezzo. Salvo poi ricevere due convocazioni allo stesso polo vaccinale di Sarezzo, ma in due giorni e orari diversi. Oppure una coppia di anziani che, in attesa di essere convocati, si sono purtroppo ammalati di Covid e l’uomo, un invalido, ha avuto bisogno del ricovero in ospedale. Tutto questo si rispecchia nell’analisi di Polis Lombardia basata sui dati del commissario straordinario all’emergenza e che, nonostante la regione abbia fatto più dosi (è la più popolosa), in rapporto alla popolazione è al 17° posto rispetto alle altre regioni e peggio nei confronti degli anziani tra gli 80 e 89 anni.

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