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Coccaglio, addetti in nero lavorano in cantina. Denunciato imprenditore

Ieri l'intervento della Polizia locale che ha trovato gli operai ghanesi intenti a lavorare in una palazzina.

(red.) Nella giornata di ieri, giovedì 18 marzo, gli agenti bresciani della Polizia locale del Montorfano hanno denunciato un imprenditore italiano di 50 anni per sfruttamento del lavoro e di manodopera e anche per aver violato il Testo Unico sull’Edilizia. Le forze dell’ordine, che già da tempo sospettavano qualcosa, hanno voluto raggiungere una palazzina di Coccaglio, in Franciacorta, dove ogni settimana si vedeva un furgone che si appostava sulla zona e per poi tornare indietro.

Così facendo si è scoperto che all’interno della residenza c’erano alcuni cittadini ghanesi che usavano il garage e la cantina della palazzina per lavorare le guarnizioni che l’imprenditore portava loro. Peccato che nessuno degli addetti avesse un contratto e che ciascuno di loro riceveva al massimo 10 euro al giorno a fronte però di 14 ore di lavoro. E nei guai è finito l’imprenditore che consegnava la merce a domicilio per essere lavorata.

Ma gli agenti, verificando l’attività produttiva del 50enne, hanno anche scoperto che la sede legale dell’azienda era di fatto in un garage privato a Cologne e usato come magazzino e deposito di attrezzi. Tutto questo in modo irregolare visto che il Comune non aveva rilasciato alcuna autorizzazione. A causa della denuncia incassata, l’imprenditore rischia di essere condannato fino a 6 anni di reclusione e una multa di 50 mila euro. E l’Ispettorato del Lavoro potrebbe obbligarlo a regolarizzare i propri dipendenti.

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