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Morto in incidente nel 2009, a 12 anni di distanza la Cassazione condanna

Domenico Maiorano perse la vita nel fuori strada, mentre conducente e passeggero erano subito fuggiti.

(red.) Era l’aprile del 2009 quando Domenico Maiorano, di 45 anni, venne trovato morto sul sedile posteriore della propria auto dopo un incidente stradale che aveva visto la vettura finire contro un lampione. I primi militari giunti sul posto in quel momento avevano accertato che l’auto risultasse rubata e anche appurato che il conducente e un altro passeggero erano fuggiti subito dopo lo scontro. L’impatto era avvenuto sulla strada tra Palazzolo e Cologne, nel bresciano, in seguito al quale si sono cercate di appurare le responsabilità.

Certezze che sono arrivate nei giorni precedenti a lunedì 1 marzo, a distanza di dodici anni da quell’incidente, con una nuova condanna. E’ quella arrivata dalla Cassazione che negli ultimi due anni aveva annullato una sentenza della Corte d’Appello di Brescia reinviando gli atti per un nuovo processo. Così si era arrivati alla seconda sentenza di condanna che ora al terzo e ultimo grado è stata confermata.

Già al tempo dell’incidente alcuni testimoni avevano indicato come alla guida ci fosse Andrea Pedersoli, attualmente 38enne di Lovere e fuggito con l’altro passeggero. Quest’ultimo abitava in un campo nomadi dove erano stati trovati il cellulare e l’orologio della vittima. Dopo il secondo processo d’appello Pedersoli venne condannato a 2 anni di reclusione, appunto confermati dalla Cassazione.

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