Agente suicida a Palazzolo dopo attacchi social, procura chiede archiviazione

Gian Marco Lorito aveva parcheggiato per qualche minuto nel posto per disabili facendo divampare le polemiche.

(red.) Era la notte del 4 febbraio del 2020 quando a bordo dell’auto di servizio della Polizia locale a Palazzolo sull’Oglio, nel bresciano, venne trovato morto l’agente 43enne Gian Marco Lorito. L’operatore si era tolto la vita sparandosi con la pistola di ordinanza in seguito a una campagna diffamatoria via social contro di lui. Un episodio tragico che aveva portato la procura di Brescia a indagare tre persone per istigazione al suicidio, ma ora la stessa magistratura ha chiesto che il caso venga archiviato.

La colpa dell’agente era stata quella di aver parcheggiato in modo distratto, solo per qualche minuto, l’auto della Polizia in uno stallo per disabili. Qualcuno aveva fatto una foto e postato su Facebook dando il via a una serie di attacchi dalla tastiera. L’agente si era scusato e pagato la multa, ma gli insulti sui social erano proseguiti portandolo poi al gesto estremo. Ora, di fronte al fatto che la procura di Brescia intende archiviare il caso, il sindacato di Polizia locale si è messa in campo per chiedere che il giudice si opponga alla richiesta e continuare le indagini.

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