Mancata bonifica ex fonderia Quintano, blitz Cc al confine con Palazzolo

Carabinieri a casa del sindaco e della Giunta di Castelli Calepio per falda inquinata dove deve sorgere un market.

(red.) E’ una situazione ingarbugliata e che prende in considerazione il confine con Palazzolo, nel bresciano, la vicenda che ieri, lunedì 28 dicembre, ha portato decine di militari a raggiungere Castelli Calepio, in provincia di Bergamo. Tutti sono stati inviati dal sostituto procuratore di Brescia Antonio Bassolino portando al sequestro di un’ingente quantità di materiale relativo al terreno della vecchia fonderia di Quintano. Un sito non nuovo dal punto di vista delle indagini per un presunto caso di inquinamento ambientale le cui propaggini interessano anche la falda acquifera di Palazzolo.

Per questo motivo i carabinieri del comando provinciale di Bergamo si sono presentati all’abitazione del sindaco del paese orobico e di alcuni assessori, così come in municipio per cercare documenti. Soprattutto, un atto che risulterebbe segreto per attuare un intervento urbanistico con cui realizzare un punto vendita. Oltre al sequestro di carte nelle abitazioni del primo cittadino e della Giunta, sono stati acquisiti anche il server comunale, pc e tablet.

Questa azione fa parte anche di un’altra indagine della Fratus di Quintano per le accuse di inquinamento ambientale e omessa bonifica e per la quale sono indagati i titolari dell’azienda in liquidazione e alcuni amministratori comunali. E’ solo uno, invece, indagato nell’ambito di questa seconda tranche connessa all’inchiesta principale. In particolare, si fa riferimento al fatto che sull’area dove dovrebbe sorgere un punto vendita commerciale la falda sarebbe stata inquinata. E la bonifica mai completata, portando a parlare di mancata bonifica e disastro ambientale come ipotesi di reato.

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