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Macogna, Legambiente al Tar contro il riempimento autorizzato da Cazzago

Il circolo contesta il fatto che nel sito possano arrivare altri 3 milioni di metri cubi di terre e rocce da scavo.

(red.) L’area della Macogna, nel bresciano, continua a restare al centro di una battaglia che non è solo ambientale, ma anche di ricorsi e contro ricorsi. L’ultimo in ordine di tempo a presentarlo è stato il circolo di Legambiente della Franciacorta al Tar di Brescia e contro l’autorizzazione del Comune di Cazzago San Martino. Questo, infatti, ha concesso alla società Green Ever Srl di riempire in dieci anni circa tre milioni di metri cubi di terra e rocce da scavo all’interno della cava della Pedrocca.

Ma Legambiente, nel ricorso, sottolinea come nelle aree di escavazione si eccede dal limite di estrazione di materiale autorizzato e si effettuano escavazioni abusive e con riempimenti abusivi. Questo – dice Legambiente – è stato accertato anche dalla procura di Brescia, ma i rifiuti sono rimasti sul posto. E ora contesta il fatto che si possa tornare a riempire quella cava senza aver rimosso quei rifiuti.

L’idea autorizzata dal Comune, che incasserebbe oltre 1,3 milioni di euro, è quella di concedere l’attività di riempimento con 90 mezzi pesanti al giorno. Tuttavia, la stessa amministrazione aveva posto come limiti quelli di usare la zona solo a uso agricolo e senza la possibilità di commerciare i materiali, facendo però insorgere la società che aveva proposto l’attività.

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