Ospedale d’Iseo, “il punto nascite non deve chiudere”

I segretari di circolo del Partito Democratico del Sebino e della Franciacorta si oppongono alla decsione dell'Ats.

(red.) I segretari di circolo del Partito Democratico del Sebino e della Franciacorta si oppongono fermamente alla chiusura del punto nascite dell’ospedale di Iseo. Il presidio Iseano, in particolare il reparto nascite, rappresenta per il territorio una risorsa irrinunciabile e necessaria. Infatti non è possibile pensare che in un area compresa tra Brescia, Chiari e Esine non sia presente alcun presidio pubblico.

“In un periodo difficile per il nostro sistema sanitario locale, Regione Lombardia e ASST Franciacorta, agiscono in direzione ostinata e contraria rispetto ai proclami di vicinanza e prossimità dei servizi al cittadino. In tal senso, come zona PD apprezziamo le iniziative spontanee a sostegno della riapertura del reparto da parte di molti cittadini. Nei prossimi giorni infatti chiederemo a tutti gli amministratori locali dei Comuni del Sebino e della Franciacorta di schierarsi pubblicamente contro la chiusura del reparto nascite dell’ospedale di Iseo”.

Questa richiesta è chiaramente rivolta agli amministratori di ogni appartenenza politica che, difronte ad un tema importante come quello della gestione dei servizi ospedalieri territoriali, non dovrebbero presentarsi divisi. “Al Sindaco di Iseo viene quindi richiesta una maggiore chiarezza, e coerenza, rispetto alla chiusura del reparto nascite dell’ospedale, in particolare tenuto conto della sua affinità politica con la maggioranza di centrodestra che governa la sanità regionale e che decide della chiusura dei reparti. In vista della revisione del sistema sanitario lombardo, e all’interno di una riorganizzazione complessiva della sanità locale, per noi restano come punti fermi il potenziamento dell’ospedale di Iseo nella sua funzione di servizio legato al territorio, la valorizzazione dei medici di base e il rafforzamento del servizio domiciliare”.

Il Segretario di zona Paolo Bonardi ci tiene a sottolineare che: “In questa fase post-emergenziale che viene vissuta con incertezza e timore da parte dei cittadini, chiudere gli storici presidi territoriali appare una scelta surreale e illogica rispetto a tali paure, ci aspettiamo che ASST Franciacorta riveda rapidamente le proprie scelte e si schieri a fianco delle persone, non delle logiche aziendalistiche.”

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