Coronavirus, da Brescia a Rovato classi di studenti in quarantena

Come era prevedibile, stanno emergendo casi anche nelle scuole. Claudio Sileo (Ats): virus contratto in famiglia.

(red.) Dopo il caso di una studentessa dell’istituto comprensivo Darfo 2 di Boario Terme, in Valcamonica, nel bresciano, risultata positiva al coronavirus, nelle ore precedenti a sabato 19 settembre sono emerse altre situazioni simili nel resto della provincia – oltre cento isolati – come era prevedibile nel momento in cui sarebbe iniziato il nuovo anno scolastico. Uno di questi nuovi scenari da monitorare arriva dalla materna comunale di Brescia Agosti a San Polo che una settimana fa, dopo sette giorni di prime attività, aveva visto un bambino a contatto con una persona positiva e quindi il giorno successivo i tecnici di Ats avevano effettuato i tamponi ai compagni di classe e alle maestre, risultati tutti negativi. In ogni caso, sono stati fatti tornare a casa per trascorrere le consuete due settimane di isolamento.

Sempre dalla città, arriva una situazione identica anche all’asilo statale Andersen dove una bambina è risultata positiva al Covid-19 e facendo intervenire l’Agenzia di Tutela della Salute che ha tamponato il resto dei bambini e le maestre, poi posti in quarantena. Un’altra situazione particolare, dalla provincia, arriva dalla bassa bresciana dove in una classe terza elementare dell’istituto di Manerbio è emerso un caso positivo inducendo anche in questo caso a ore di controlli e tamponi sui bambini e le maestre e dopo che in una famiglia di cui fa parte una studentessa era emerso un caso positivo. Sempre dalla bassa, è emerso un caso anche all’istituto “Sacra Famiglia” di Orzinuovi e qui, dopo i controlli del caso, si è arrivati a porre la quarantena fino al 28 settembre. In questo caso si tratta di un ragazzo di prima media che aveva accusato un malessere confermando la positività e disponendo oggi, sabato 19 settembre, i tamponi per studente e docenti.

Infine, a Rovato sono addirittura tre le classi in isolamento tra scuole elementari e asilo per un totale di 60 persone dopo che l’altro giorno, giovedì 17 settembre, tre fratelli, di cui due iscritti al comprensivo e uno all’asilo, sono risultati positivi facendo avviare la consueta pratica di tamponi. Sui diversi casi che stanno emergendo a livello scolastico, il direttore generale dell’Agenzia di Tutela della Salute di Brescia Claudio Sileo, intervenuto in una trasmissione televisiva bresciana, ha sostenuto come non ci siano focolai da virus nelle classi e che gli studenti non hanno contratto il virus a scuola, ma in ambito familiare, spesso di ritorno dalle vacanze. Per questo motivo lancia l’allarme sul fatto che sono i comportamenti fuori da scuola a dover essere monitorati e non tra quello che succede in classe.

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