Pisogne, al cimitero la donna morta vegliata dalla famiglia

Morta il 18 marzo, si è reso impossibile il trasferimento al Paese d'origine. E la burocrazia ha fermato tutto.

(red.) La sua vicenda è balzata agli onori della cronaca anche nazionale. La storia arriva da Pisogne, nel bresciano, dove una donna di origine macedone e di fede musulmana è deceduta lo scorso 18 marzo per un male incurabile. Ma vista l’emergenza sanitaria in corso e connessa al coronavirus, è stato impossibile portare la salma in Macedonia per la tumulazione. E quindi è rimasta in casa per una settimana e vegliata dalle figlie e dal marito.

La stessa famiglia ha denunciato il fatto che l’agenzia funebre non sarebbe stata in grado di sbloccare la situazione, così come l’Associazione Culturale Islamica di Brescia, quella delle comunità islamiche italiane e nemmeno dal cimitero Vantiniano a Brescia. Di fronte a questa vicenda, causata anche dalla burocrazia, si è fatto avanti il Comune di Pisogne che al momento ha tumulato la salma nel cimitero del paese e in vista, quando l’emergenza sarà terminata, di disporre una soluzione definitiva.

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